Le sculture di plastica giganti realizzate con i rifiuti di spiagge e oceani (FOTO e VIDEO)

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Quanta plastica utilizziamo, consumiamo, sprechiamo e accumuliamo ogni giorno? A ricordarcelo arriva il progetto Washed Ashore che denuncia il problema della plastica e degli altri rifiuti che continuano a contaminare le spiagge, i mari e gli oceani.

Migliaia di volontari hanno raccolto più di 12 tonnellate di rifiuti lungo le coste in soli quattro anni e hanno dato vita a più di 45 sculture. Washed Ashore ci ricorda che una busta di plastica può essere scambiata per una medusa da una tartaruga affamata e che i rifiuti compromettono la vita delle creature marine.

La vita nei mari e negli oceani ha bisogno del nostro aiuto. Le sculture, a dir poco inquietanti, realizzate con i rifiuti di plastica dai volontari che partecipano a questo progetto sono diventate parte di una mostra itinerante per sensibilizzare al tema dei rifiuti e alla necessità della loro riduzione.

I volontari di Washed Ashore trasformano la plastica raccolta sulle spiagge in opere d’arte pensate per attirare l’attenzione dello spettator e per invitarlo a modificare le proprie abitudini. Il movimento Washed Ashore è guidato dall’artista ambientale Angela Haseltine Pozzi e invita tutti noi a riflettere sulle nostre abitudini relative ai rifiuti.

Riusciamo a rinunciare almeno in parte ai prodotti confezionati con la plastica? Quando invece li acquistiamo, ci ricordiamo di fare la raccolta differenziata e di non abbandonare i rifiuti in luoghi naturali?

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L’appello è rivolto anche alle aziende, nella speranza che possano ridurre il volume degli imballaggi di plastica e il quantitativo di materiali non riciclabili che ancora vengono utilizzati per confezionare prodotti alimentari e non.

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Supporta qui il progetto Washed Ashore.

Marta Albè

Fonte foto: Washed Ashore

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