Cade il segreto sulla deposizione rilasciata nel 1997 alla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti dal pentito dei Casalesi Carmine Schiavone, documento tanto remoto quanto tristemente attuale. La decisione è dell'ufficio di presidenza della Camera, che, all'unanimità, ha voluto rivelare la verità choc sulle eco-mafie, nascosta per 16 anni ai cittadini.

Dai luoghi in cui finivano i rifiuti tossici dalla Germania e dall'Italia del centro nord, in cui dopo aver interrato i veleni venivano spesso allevate le bufale, alla descrizione della mentalità "statale" della camorra e del listino dei "prezzi" (500mila lire per ogni fusto tossico da smaltire), il documento è un macabro racconto delle milioni e milioni di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi smaltiti illegalmente che avvelenano le zone dell'agro campano, uno dei più belli e più fertili di questo Paese, in cui si continua a vivere e coltivare frutta e verdura.

Svelare la verità, quindi, è stato un atto dovuto soprattutto delle popolazioni che abitano quelle zone, martoriate dalla gestione illecita dei rifiuti. "Si tratta della prima volta che la presidenza della Camera - senza che questo sia richiesto dalla magistratura - decide di rendere pubblico un documento formato da commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto", ricorda Laura Boldrini.

Ma, in realtà, questo è anche del frutto di una mobilitazione nata dal basso, dalla società civile, come dimostra la petizione lanciata lo scorso 3 settembre su Change.org, che ha raccolto oltre 33.000 firme per chiedere la rimozione del segreto di Stato al fine di consentire l'acquisizione delle dovute informazioni da parte di cittadini e l'avvio del necessario ed urgentissimo processo di bonifica dei luoghi inquinati.

"Ho appena ricevuto la notizia che la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, letto il nulla-osta del Procuratore Nazionale Antimafia, ha adottato il provvedimento di declassificazione degli atti della Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento alle dichiarazioni rese da Carmine Schiavone sui luoghi degli intombamenti dei rifiuti tossici. È una grande vittoria della cittadinanza", dichiara Carmine Capolupo, che ha lanciato la petizione.

Ora, però, ricorda la Coldiretti, occorre "avviare al più presto un piano straordinario di analisi a tappetto delle matrici ambientali con la delimitazione delle aree interessate o meno da inquinamento, per garantire la sicurezza dei territori a tutela dei cittadini e delle imprese". La battaglia contro l'illegalità e le agromafie va combattuta con la massima trasparenza e responsabilità. Per questo, conclude la Coldiretti, sono necessarie azioni concrete per verificare i reali effetti sulle aree coinvolte.

Roberta Ragni

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