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Malagrotta chiuderà entro ottobre e al posto del rifiuti saranno piantati 100mila alberi. Parola del Sindaco Ignazio Marino. Intanto non si placano le proteste del comitato "No Divino Amore" contro il nuovo sito individuato dal prefetto, Falcognana.

Ne hanno discusso ieri in occasione di un vertice Marino, il governatore del Lazio Zingaretti e il Ministro dell'Ambiente Orlando. Secondo il primo cittadino della capitale, non vi sarà più alcuna proroga alla chiusura della discarica più grande d'Europa.

Ma la vera notizia è un'altra. Laddove prima c'era solo 'monnezza' sorgerà un enorme parco pubblico, che ospiterà 100.000 alberi.

Il processo inizierà a ottobre e non ci saranno proroghe. Poi dobbiamo definire alcuni aspetti tecnici su cui il commissario e il prefetto devono ancora darci informazioni” sono le parole di Marino, riportate da RomaToday.

E i rifiuti dove andranno a finire? Al momento l'ipotesi più accreditata vede Falcognana come sito candidato a sostituire Malagrotta. Sarebbero in corso gli ultimi accertamenti ma sembra che non manchi molto al via libera definitivo da parte del Ministero dell'Ambiente. Il decreto dovrebbe arrivare già la prossima settimana.

Dal canto suo, il sindaco promette di ridurre la quantità di rifiuti da far convogliare nella (forse) futura discarica di Falcognana, potando da 60 a 12 il numero di camion utilizzati per trasportare i rifiuti trattati della Capitale. Sicuro anche Zingaretti, che fissa anche una data. Il 1° ottobre la nuova discarica sarà quella di Falcognana.

Qualche giorno fa, il prefetto Goffredo Sottile ha ribadito che al momento “tra le varie opzioni – post Malagrotta – queste è l’unica possibile” ma rassicura sul fatto che sarà comunque una soluzione provvisoria.

Ma il Comitato No Discarica del Divino Amore ha promesso battaglia. Per domani 21 settembre è stato organizzata una manifestazione che partirà alle 15.30 da Piazza della Repubblica a Piazza S. Apostoli: “Noi rivendichiamo: La cancellazione del sito di Falcognana come sostitutivo di Malagrotta; la chiusura e bonifica di tutti i siti di Malagrotta; la cancellazione dell'AIA 2009 per l'inceneritore di Albano e per il 7° invaso della discarica di Roncigliano; la preso d’atto dell'esaurimento della discarica dell'Inviolata, la chiusura del sito, il blocco dell’impianto di TMB; la revisione dei processi autorizzativi di tutte le centrali a biomasse/biogas perché escludono i/le cittadini/e dalla valutazione; la moratoria immediata dei progetti in corso di autorizzazione; la separazione di tutto quello che c'è da separare, di non produrre all'origine quello che è già rifiuto, di recuperare materia, di imporre ad ogni comune o municipio urbano di gestire in proprio l'umido prodotto, con il metodo aerobico;il blocco dei piani di cementificazione dei territori di Roma e provincia”.

Francesca Mancuso

Foto: Romacapitalenews

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