Stop alle trivelle nel parco di Virunga: nel Congo il panda vince sul petrolio

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

In Congo, il parco nazionale di Virunga è libero dalle trivelle. Salvi i gorilla, salvo l’ambiente. Grazie alla lunga battaglia del WWF, la compagnia petrolifera britannica Soco International ha annunciato di porre finalmente termine alle trivellazioni nel più antico parco nazionale africano.

La Soco si ritirerà dal parco dei vulcani Virunga dopo aver concluso le sue attuali attività operative, che riguardano soprattutto il test sismico nel lago Edward, impegnandosi a rimanere fuori da tutti gli altri siti Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Oggi è una vittoria per il nostro pianeta e per le buone pratiche nel mondo delle multinazionali. Questo successo è frutto del lavoro di funzionari governativi, attivisti all’interno della Repubblica Democratica del Congo e sostenitori di tutto il mondo che si sono uniti insieme per aiutare a rimuovere la minaccia più immediata per il Virunga“, ha detto Marco Lambertini, neo Direttore Generale del WWF Internazionale.

Il WWF è sceso in campo nell’ottobre del 2013 quando ha esposto all’OCSE una denuncia contro la Soco e ha avviato nel contempo una raccolta di firme per contrastare le attività di estrazione petrolifera tutto a danno di un ecosistema così prezioso e delicato.

Un successo da prendere, tuttavia, con le pinze, dal momento che ora il governo della Repubblica democratica del Congo dovrà a sua volta impegnarsi affinché il parco del Virunga si riaffermi come “valore universale appartenente all’intera umanità“, annullando di fatto tutte le concessioni petrolifere che ancora ci sono nel parco.

virunga wwf

Ma un segno a favore dell’ambiente e della fauna locali è stato comunque messo in porta. La biodiversità del luogo è qualcosa di talmente straordinario che potrà diventare un fattore economico importante per l’intera comunità (più di 50mila famiglie, per esempio, dipendono dalle risorse del Lago Edward per lavoro, cibo e acqua potabile).

Il parco nazionale di Virunga, insomma, potrà e dovrà essere rilanciato in termini ecosostenibili, attraverso la pesca, l’uso sostenibile delle risorse e, perché no, attarverso anche l’ecoturismo. E proteggendo, ovvio, animali rari come i gorilla di montagna, già in forte pericolo di estinzione.

Germana Carillo

Foto: wwf.panda.org

LEGGI anche:

Congo: salviamo i gorilla del Virunga dalle lobby del petrolio

Patrimoni Unesco da tutelare: 5 meraviglie del mondo ad alto rischio

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook