Cucciolo di cane salvato da una scimmia

Che forma ha un uovo? Gli scienziati trovano l’equazione universale che lo spiega

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Non è un cono, non è un ellissoide, né tanto meno una sfera. Un uovo di uccello ha una forma tutta particolare che ora ha un’equazione matematica universale che lo spiega, o meglio, che la riproduce fedelmente. L’elaborazione di tale formula si deve a un gruppo di ricerca dell’Università del Kent (Regno Unito).

Come per tutte le forme dell’Universo, che siano naturali o prodotte dall’uomo, esiste in linea molto teorica il modo per descriverle matematicamente. Non è affatto banale, anzi, molto spesso si ricorre ad approssimazioni più o meno fedeli. Ma per l’uovo di uccello ce l’abbiamo fatta: esiste un’equazione precisa che ne ricostruisce la forma, eccola:

forma dell'uovo equazione

©Nature

Ma che significa? Ci sono tre incognite perché l’uovo è un oggetto tridimensionale e tali incognite (x, y e w) sono legate tra di loro matematicamente in modo che, ipotizzando numeri per due di loro, il terzo è automaticamente determinato. E, come tutte le equazioni che si rispettino, “disegna qualcosa”, in questo caso un uovo di uccello.

La forma a uovo ha attirato a lungo l’attenzione di matematici, ingegneri e biologi da un punto di vista analitico, molto apprezzata per la sua evoluzione perchè abbastanza grande da incubare un embrione, abbastanza piccola da uscire dal corpo nel modo più efficiente, non rotolare via una volta deposta, e strutturalmente abbastanza solida da sopportare il peso ed essere l’inizio della vita per 10.500 specie che sono sopravvissute dai dinosauri. L’uovo è stato definito la “forma perfetta”.

Questa nuova formula matematica universale si basa su quattro parametri, ovvero lunghezza dell’uovo, larghezza massima, spostamento dell’asse verticale e diametro a un quarto della lunghezza dell’uovo, ed è un passo significativo nella comprensione non solo della forma stessa dell’uovo, ma anche di come e perché si è evoluta, rendendo così possibili applicazioni biologiche e tecnologiche ad ampio spettro.

Le descrizioni matematiche di tutte le forme di base delle uova del passato, pur se meno precise, hanno già trovato applicazioni nella ricerca alimentare, nell’ingegneria meccanica, nell’agricoltura, nelle scienze biologiche, nell’architettura e nell’aeronautica.

I processi evolutivi biologici come la formazione delle uova devono essere studiati matematicamente per la ricerca in biologia evolutiva, come dimostrato con questa formula – spiega Darren Griffin, autore principale del lavoro – Questa formula universale può essere applicata a discipline fondamentali, in particolare all’industria alimentare e avicola, e servirà da impulso per ulteriori indagini ispirate all’uovo come oggetto di ricerca.

Quando la matematica non è solo “speculazione per pochi” ma davvero il linguaggio della scienza.

Il lavoro è stato pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences.

Fonti di riferimento: Università del Kent / Annals of the New York Academy of Sciences

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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