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Ha resistito per ben 2500 anni, ma nel giro qualche ora l’ulivo millenario di Roviés in Grecia è stato divorato dagli incendi

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È rimasto in piedi per 2500 lunghissimi anni, resistendo a guerre, rivoluzioni e assistendo alla nascita e alla caduta di numerose civiltà. Ma è bastata qualche ora per essere divorato dalle fiamme e adesso dell’antichissimo ulivo di Roviés non resta più nulla, a parte un cumulo di cenere e dei rami bruciati. All’ulivo dell’isola greca di Eubea, dove da giorni è in corso un’apocalisse di fuoco, è toccata una sorte amara, non molto diversa da quella dell’olivastro millenario Sa Tanca Manna, simbolo di Cuglieri, distrutto dai devastanti incendi scoppiati in Sardegna a fine luglio.

L’ulivo di Roviés era stato descritto persino nelle opere del noto filosofo e geografo greco Strabone, nato intorno al 60 a.C. E il suo tronco nodoso era talmente largo che ci volevano ben 10 persone per riuscire ad abbracciarne l’intera circonferenza. Quando questo monumentale albero metteva le prime foglie i greci affondavano la flotta di Serse a Salamina e combattevano a Platea contro il generale persiano Mardonio, mentre in quegli anni in Cina moriva Confucio. E aveva circa cinquecento anni quando Augusto fondava l’Impero romano quasi duemila quando avveniva la caduta di Costantinopoli. 

Simbolo di forza e resistenza alle avversità, l’ulivo ha assistito alle guerre persiane, a conflitti di ogni sorta e alle guerre mondiali. Ma, a causa dei piromani, è stato letteralmente incenerito e con esso è stato cancellato un pezzo di storia della Grecia.  

L’isola di Eubea, nota anche come Evia, brucia ormai da una settimana. Nelle ultime settimane sono stati centinaia gli incendi che hanno colpito la Grecia, distruggendo oltre 50mila ettari di terreno, ma quelli sull’isola di Eubea (la seconda più grande del Paese dopo Creta) si sono rivelati i più difficili da domare, anche a causa delle forti raffiche di vento. Negli scorsi giorni in Grecia sono state arrestate circa 10 persone con l’accusa di incendio doloso. Così come accaduto in Sardegna, anche dietro questo inferno, che sta seminando morte, paura e distruzione, c’è la mano dell’uomo. E l’estate non è ancora finita…

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Fonte: Twitter/Greek Reporter/Kostas Skrekas (Facebook)/Neogrecisti e Dintorni 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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