Gli uccellini comunicano tra di loro già dentro le uova ancor prima di nascere

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Per chi pensa che il guscio dell’uovo sia una barriera arriva la smentita: gli uccellini comunicano tra loro anche prima di nascere e avvisano i fratellini di possibili pericoli. Una dolcissima quanto mai vera ricerca dell’Università di Vigo (Spagna) ha dimostrato un’incredibile attività prenatale dei volatili, che riescono anche a fiutare possibili predatori all’interno delle uova.

L’istinto di sopravvivenza di sviluppa con la vita stessa e anche piccoli uccellini ce lo dimostrano. Prima che si schiudano le uova, i volatili sembrano prepararsi al peggio quando sentono le penetranti chiamate di avvertimento  degli adulti vicini e possono anche allertare i loro fratellini meno sviluppati.

La ricerca è stata condotta su alcune specie di gabbiani ma secondo gli scienziati i risultati potrebbero essere estesi anche ad altri uccelli, previa dovuto studio ad hoc. In particolare gli esperimenti sono stati portati avanti su 90 uova di gabbiano deposte in nidi sulle coste rocciose dell’isola di Sálvora.

Gli autori del lavoro hanno messo coppie di uova in una camera che periodicamente riproduceva i richiami di avvertimento acuti dei gabbiani adulti, mentre altre, di controllo, giacevano in camere di incubazione in quasi totale silenzio.

I ricercatori hanno infine notato che i pulcini esposti ai richiami mostravano alla nascita una serie di cambiamenti comportamentali e fisiologici (es. più elevati di corticosterone, ormone dello stress, e rapida tendenza a rannicchiarsi nel nido, atteggiamento che indica paura), ma soprattutto che analoghi cambiamenti si verificavano in quelli non esposti ma vicini. Dunque, vibrando, i primi riuscivano a trasferire l’informazione della minaccia agli altri nel loro nido.

“Siamo rimasti molto sorpresi – ha spiegato a The Guardian Jose Noguera, primo autore dello studio – Eravamo consapevoli che gli embrioni di uccelli erano in grado di produrre vibrazioni dell’uovo, ma tali vibrazioni si sono rivelate maggiori del previsto. […] E fino ad ora non si sapeva che i piccoli ancora non nati sono in grado di catturare queste informazioni dall’esterno e trasferirle ad altri”.

Negli embrioni meno sviluppati infatti il senso dell’udito non è ancora presente e quindi la vibrazione, sostengono gli scienziati, è lo strumento di cui la natura si è dotata per sopperire all’impossibilità di ascoltare, che invece possono fare i pulcini quasi pronti per uscire dall’uovo.

Incredibile? In realtà è noto da tempo che la vita intrauterina per i mammiferi non è poi così silenziosa né ovattata: una ricerca del 2017 aveva dimostrato per esempio che non solo i neonati riescono a riconoscere i volti umani e a seguirli con lo sguardo, ma anche i feti hanno la stessa capacità.

Ora sappiamo che queste abilità non sono appannaggio esclusivo della specie umana. A dimostrare ancora una volta che la nostra “superiorità” è spesso solo presunta.

Il lavoro è stato pubblicato su Nature Ecology and Evolution.

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Roberta De Carolis

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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