Smilodonte, la maestosa tigre dai denti a sciabola, tra le specie estinte più memorabili

Una tra le specie più note ormai estinte è probabilmente lo smilodonte, meglio conosciuto come tigre dai denti a sciabola.

Lo smilodonte ha abitato il nostro Pianeta per quasi due milioni di anni e, grazie ai resti ben conservati ritrovati nelle pozze di catrame a Rancho La Brea in California, abbiamo potuto scoprire l’aspetto, le caratteristiche e le abitudini di questi enormi felini, estinti ormai 12mila anni fa.

La tigre con i denti a sciabola viveva soprattutto in Nord e Sud America condividendo il territorio con i mammut. L’animale abitava nelle savane e nelle steppe, passando da foreste, boschi, pianure e zone montane.

Lo smilodonte (Smilodon fatalis) era un predatore di notevoli dimensioni, caratterizzato da grandi canini lunghi, curvi e molto affilati da cui deriva il nome comune dell’animale.
Sulla base dei fossili ritrovati, gli scienziati hanno stimato che i denti degli esemplari adulti di smilodonte potevano arrivare all’incredibile lunghezza di 18 centimetri, estendendosi oltre la mascella.

A causa delle dimensioni incredibili dei canini, la bocca delle tigri dai denti a sciabola doveva essere in grado di aprirsi fino a 120 gradi, il doppio rispetto all’apertura della bocca di un leone.

Basandosi sulle scansioni dei teschi, gli scienziati hanno dedotto che la tigre con i denti a sciabola poteva mangiare carne morbida, poiché la dentatura non era in grado di rompere le ossa.
Sebbene fossero enormi e affilati, i canini dello smilodonte erano particolarmente fragili e potevano rompersi molto facilmente.

La strategia di caccia prevedeva probabilmente di perforare la gola o l’addome della preda, che morivano poi per emorragia. I muscoli di collo e mascella dello smilodonte non consentivano infatti un combattimento troppo lungo con le prede.

Lo smilodonte cacciava quasi sicuramente in branco, affrontando grandi animali come orsi, cavalli, giovani mammut, bisonti e cammelli. Non era invece in grado di catturare piccole prede, troppo veloci e capaci di fuggire e nascondersi.

Un comportamento molto diverso da quello delle tigri, nonostante il nome dello smilodonte rimandi a questo felino. Le tigri, infatti, cacciano da sole e, quando individuano una preda la inseguono fino a che non riescono ad attaccarla. Quando la preda è abbastanza vicina, la tigre sferra il suo colpo, in genere strangolando l’animale o spezzandogli il collo, per poi consumare la carne rapidamente.

A differenza della mascella, che non era progettata per avere molta forza, il corpo della tigre con i denti a sciabola doveva essere incredibilmente robusto. Nonostante fossero meno alti di un leone, gli smilodonti pesavano circa cento chili in più ed erano molto più forti.

Per quanto riguarda l’aspetto si ipotizza che le tigri dai denti a sciabola avessero una coda corta e che il loro manto fosse maculato come quello dei ghepardi, così da potersi mimetizzare con l’ambiente circostante.

Nonostante le dimensioni formidabili, la forza incredibile e i denti minacciosi, lo smilodonte si è estinto senza lasciare nessun discendente.
Non è chiaro il motivo per cui questi animali siano scomparsi: un’ipotesi è che una volta estinti i bisonti antichi, preda preferita dello smilodonte, si siano di conseguenza estinte anche le tigri dai denti a sciabola.

Forse anche gli esseri umani hanno contribuito a far scomparire questi animali, competendo con loro per le risorse.
Gli smilodonti non erano infatti in cima alla catena alimentare e doveva competere con i leoni, i puma, le linci e l’uomo per procacciarsi il cibo.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario Saponi e cosmetici fai da te, "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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