Il sindaco italiano che amministra un paese con 1 milione di alberi (e 122 abitanti)

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Nel cuore dell’Appenino, in provincia di Piacenza, si trova Cerignale. Un paesino di appena 122 abitanti ma che vanta qualcosa come un milione di alberi. Un paradiso naturale in cui l’economia circolare sta attirando di nuovo i giovani.

“Sono il sindaco di un milione di alberi” ha raccontato il sindaco Massimo Castelli al Correre della Sera. La sua Cerignale sui Colli piacentini vanta un’area di verde molto estesa. Un luogo da cui in tanti erano scappati via a causa delle difficoltà economiche, ma la Natura e l’amore di questo sindaco per la sua città ha ribaltato le sorti di questo piccolissimo centro abitati, in cui ci sono tanti anziani e un solo negozio, il bar che resiste col ristorante.

La pandemia ha fatto riscoprire un tesoro italiano, quello fatto da borghi e piccoli comuni come Cerignale per anni isolati e sconosciuti, che piangevano per l’assenza di servizi. Ma la Natura qui ha cercato di sottolineare il suo valore, in un anno difficile come il 2020, contraddistinto dalla pandemia.

Ma grazie anche al sindaco che crede nelle potenzialità del suo territorio e della Natura, Cerignale è conquistato il primato: il suo milione di alberi, tantissimi, per un comune che ospita poco più di 100 persone:

“Siamo il salvadanaio del futuro e meno male che qualcuno se ne accorge. L’Appennino è una risorsa, uno spazio importante per la green economy e per una nuova occupazione in equilibrio con la natura” ha detto il primo cittadini. “Oggi tornano i giovani. Sono loro i nostri pionieri e si cominciano a tessere rapporti con le città perché le nuove generazioni sono in cerca di una felicità senza fiction, di luoghi da vivere con l’aiuto della rete, senza sentirsi distaccati dal resto del mondo”.

Gli alberi sono un toccasana, una risposta duplice contro la crisi pandemica e quella climatica. Ne è convinto Castelli, che da anni si batte per i piccoli Comuni di cui è diventato coordinatore nazionale, chiedendo aiuti fiscali per le imprese che non delocalizzano e semplificazioni burocratiche per chi ristruttura e crea occupazione.

Un luogo che sembra fuori dal mondo, dove l’unico negozio di alimentari è diventato un’impresa sociale, dove per non perdere il servizio postale, cinque anni fa, il sindaco ha inventato un compito speciale per il portalettere: la consegna del giornale agli anziani.  Nell’unica piazza c’è ancora un lavatoio comune e un forno in condivisione per pane e pizza, utilizzabile da tutti prenotando giorno e ora.

Non solo alberi. Cerignale vanta anche grandi quantità d’acqua. La centrale idroelettrica locale permette inoltre di produrre più energia di quella consumata dagli abitanti.

4,5 milioni di nuovi alberi in Emilia Romagna

Ma gli alberi, il simbolo della resilienza di questa piccola città, possono fare da ponte e colmare il divario tra paesini e città. Non a caso, a giugno, la regione Emilia Romagna ha lanciato un importante piano per la forestazione che prevede la piantumazione di 4,5 milioni di alberi nei prossimi cinque anni, uno per ciascuno dei suoi abitanti, per fare diventare l’Emilia-Romagna il“corridoio verde” d’Italia. Nel 2020 saranno piantate le prime  500 mila nei giardini privati e delle scuole, in aree pubbliche e private.

“Un progetto green che rientra nel programma di legislatura della Giunta regionale, un’iniziativa strategica che guarda già alla fase 3 del post emergenza Covid, puntando sulla natura come alleato fondamentale per abbattere le emissioni, tutelare il paesaggio, rendere più attrattivo il territorio e vincere la sfida del cambiamento climatico” spiegano le autorità regionali.

E Cerignale ha già anticipato i tempi.

Fonti di riferimento: Corriere della Sera, Regione Emilia Romagna

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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