Tagli massicci alberi, il ministro Costa vuole vederci chiaro:”sono i nostri polmoni”

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Prima i pini di Colleverde di Guidonia, poi gli alberi di piazza della Vittoria a Firenze, ancora a Verona, le motoseghe hanno fatto spazio al cantiere per il nuovo filobus. Ma l’elenco degli alberi abbattuti dall’inizio del 2020 è molto lungo, per questo sono in tanti i cittadini che da Nord a Sud, scrivono al ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

“Da giorni mi state facendo pervenire segnalazioni sul taglio degli alberi. Ho raccolto tutto il materiale da voi fornito, a volte tramite messaggi privati, commenti, o anche telefonate, e ho richiesto un approfondimento al Comitato per il verde pubblico: si tratta del Comitato esistente presso il Ministero e composto da esperti del settore, che stanno definendo le nuove linee guida di gestione del verde pubblico per tutta Italia”, scrive il ministro sui propri social.

Noi ne avevamo già parlato, la lista delle città italiane impegnate a ridurre il patrimonio verde urbano è infinita eppure sappiamo bene che le piante rappresentano una delle migliori arme che abbiamo a disposizione per rimuovere la CO2 dall’atmosfera, diminuire la temperatura in costante aumento, fornire ombra e riparo a noi e numerose specie animali che vivono anche negli ambienti urbani. In molti casi, a poco servono appelli e proteste degli ambientalisti.

“Voglio vederci chiaro: le segnalazioni di tagli massicci alle alberature non provengono solo da alcune zone d’Italia ma sono trasversali, e riguardano aree urbane dislocate praticamente lungo tutto il territorio”, spiega ancora Costa.

Un intervento che ci fa ben sperare soprattutto perché come sappiamo e come ribadisce lo stesso ministro, “ in base a una riforma del 2001 il ministero non ha competenza in merito, e che l’abbattimento del singolo albero o della filiera di alberi è di competenza dei singoli comuni”. In sintesi sono gli amministratori locali che decidono sulla gestione del verde in città. “Non per questo però me ne voglio chiamare fuori, anzi, sono al fianco dei comuni per trovare insieme delle soluzioni”,dice. Lo speriamo perché in questi abbattimenti selvaggi spesso non vengono risparmiati neanche gli alberi monumentali: a Torre Boldone, in provincia di Bergamo, un Cedro del Libano è stato barbaramente tagliato tre anni fa e un paio di mesi fa, il tronco è stato definitivamente ridotto in pezzi per realizzare un totem, tavoli e panchine. Per questo Costa vuole vederci chiaro.

“Il Comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, da me sentito, si é già attivato per le opportune verifiche. Dobbiamo capire se siamo effettivamente davanti ad attività di manutenzione ordinaria documentata o vere e proprie attività illecite, e quindi è indispensabile anche questo percorso investigativo”.

Questo ci preme tantissimo perché a volte gli abbattimenti sono giustifica con manutenzione, in realtà poi lasciano spazio a cantieri e cementificazione.

“Vedete, gli alberi hanno un ruolo fondamentale per le nostre vite e per le città: non solo un valore paesaggistico, ma sono i nostri polmoni, sono importantissimi per la mitigazione delle temperature urbane. Non possono esserci opacità nella loro gestione: sono ricchezza e scrigno di benessere per tutti noi e per il Pianeta”, chiosa Costa.

Fonte: Sergio Costa/Facebook

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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