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Salvia, perché è considerata da sempre l’erba sacra? Storia, miti e significato

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Nell’antichità era considerata un’erba sacra e magica: scopriamo la storia, miti e significato della salvia.

La salvia è da sempre considerata l’erba sacra per eccellenza, perché? Partiamo col dire che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa di menta e timo. Ne esistono numerose specie in tutto il mondo, soprattutto nelle zone temperate e tropicali. 

A quanto pare, Cleopatra la utilizzava per conquistare gli uomini mentre Plinio la definiva “erba magica“. E un poeta dichiarò: “Come può un uomo morire se la salvia cresce nel suo giardino!“.

La particolare forma delle foglie, unita alla sua caratteristica rugosità, che la fanno assomigliare a una lingua, hanno contribuito alla sua fama di rimedio curativo per la bocca. Basti pensare ai dentifrici alla salvia! 

Secondo quanto riporta Farmacia San Giorgio, tra le attività farmacologiche riconosciute clinicamente rientrano le “proprietà antisettiche, antibatteriche, antivirali e antimicotiche” dell’olio essenziale. Inoltre le sono riconosciute proprietà astringenti dovute ai tannini, che la rendono un ottimo collutorio. Sotto forma di pomata, è utile contro l’herpes labiale. 

Non solo, abbiamo anche proprietà digestive e proprietà spasmolitiche utili in caso di gonfiore intestinale. La salvia aiuta inoltre a regolare il ciclo mestruale e a stimolare la memoria.

Significato

Il nome deriva dal latino salvus, “salvo”, che le venne attribuito per le sue proprietà benefiche, riconosciute fin dall’antichità. 

Fra l’altro una leggenda cristiana narra che solo la piantina di salvia accettò di nascondere Gesù Bambino dai soldati quando la sua famiglia fuggì in Egitto. E così la pianta si guadagnò la benedizione della Madonna, che le concesse le sue qualità terapeutiche. 

Ecco perché è stata definita “sacra“. Era una pianta evidentemente molto speciale. 

Storia, miti e leggende

Sono molti i miti, le leggende, i detti popolari che vedono protagonista la salvia. Un tempo, come riporta Farmacia San Giorgio, si diceva che nelle case dove la salvia cresce rigogliosa la moglie spadroneggia. Secondo altri detti, quando la pianta di salvia muore, muoiono anche gli affari. 

Nella medicina popolare le si attribuivano proprietà benefiche contro asma, catarro, raffreddore, diabete, astenia, mal di testa, depressione, frigidità e molto altro ancora. Mentre l’infuso applicato su piaghe, ulcere e dermatiti veniva considerato miracoloso. 

In “Le erbe tra storie e leggende” si racconta che Greci e Romani la utilizzassero contro i morsi dei serpenti ma anche per rinvigorire il corpo e la memoria. Nell’Inghilterra medievale si pensava che consentisse alle fanciulle in età di matrimonio di vedere il futuro sposo. Le fanciulle dovevano attendere la Vigilia di Natale e a mezzanotte raccogliere 12 foglie di salvia, senza danneggiare la dodicesima. Così facendo, l’ombra del futuro marito sarebbe apparso alla luce della luna. 

Gli antichi Greci e Romani la utilizzavano anche come conservante naturale per alcuni cibi, che venivano ricoperti con le foglie. Gli Arabi pensavano che allungasse la vita. 

Una leggenda greca narra che la capra Amaltea nutriva Zeus stando sotto a una pianta di salvia, grazie alla quale il suo latte era diventato incredibilmente potente e profumato. 

Si racconta che anche Nostradamus la utilizzasse, mescolandola a menta e santoreggia per preparare un’ottima tisana anti-invecchiamento.  

Un’altra leggenda afferma che il cosiddetto “Aceto dei 4 ladroni”, prodotto con salvia, timo, lavanda e rosmarino, per proteggere le persone dalle malattie infettive inclusa la peste, venisse utilizzato proprio dai 4 ladroni per evitare di contagiarsi.

Insomma, tutte le leggende e i detti che la vedono protagonista, ne esaltano in un modo o nell’altro le proprietà benefiche. 

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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