Profumo dell’erba tagliata? Così le piante avvertirebbero le altre del pericolo

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Perché l’erba appena tagliata ha un odore caratteristico? Secondo gli autori di un recente studio, si tratta di un allarme lanciato dalle piante per avvisare altre specie di un pericolo che incombe.

Chiaramente una pianta non è felice di essere danneggiata e gli esseri vegetali hanno sviluppato metodi diversi per difendersi dall’attacco di insetti, bruchi o mammiferi.

Dovendo vivere immobili e non avendo altre armi per attaccare i predatori, le piante sfruttano la chimica per tutelarsi e per avvisare le altre piante dell’imminente minaccia.

Quando tagliamo il prato o quando la pianta viene attaccata da un predatore erbivoro, produce sostanze volatili per comunicare alle piante della stessa specie la necessità di difendersi.

Dopo essere state avvisate, le piante possono reagire, ad esempio sintetizzando sostanze tossiche capaci di avvelenare i predatori.

Questi meccanismi sono conosciuti da tempo ai ricercatori: è noto ad esempio che i fiori sono profumati grazie alla produzione di sostanze volatili da parte della pianta, per attirare gli impollinatori su lunghe distanze.

Oggi arriva un’ulteriore conferma che prova quanto le piante siano eccezionali nell’elaborare sistemi di adattamento e difesa che garantiscano loro la sopravvivenza.

I ricercatori dell’Università Cornell di Ithaca, negli Stati Uniti, insieme a quelli di altri istituti tra cui il Dipartimento di Biologia dell’Università di Turku, in Finlandia, hanno portato avanti i loro esperimenti sugli esemplari di Solidago altissima.

Gli scienziati hanno collocato le piante all’interno di vasi e le hanno isolate dagli altri esemplari, dopodiché hanno liberato dei coleotteri che sono partiti all’attacco delle foglie.

Dall’analisi dell’aria circostante è emersa la presenza di composti organici volatili prodotti dalle piante per comunicare con gli altri esemplari.

Dopo aver ricevuto l’allarme, le altre piante hanno iniziato a produrre sostanze chimiche repellenti o capaci di attirare i predatori dei coleotteri.

Particolarmente interessante è il fatto che il linguaggio usato dalle piante in caso di pericolo è sempre uguale e compreso anche da specie diverse.

Normalmente infatti, i segnali chimici lanciati dalle piante vengono compresi solo da individui della stessa specie o da esemplari che condividono un patrimonio genetico simile: in questo modo piante della stessa specie tendono ad aiutarsi per avere un vantaggio sulle altre.

In caso di pericolo invece, il linguaggio è universale e quando una pianta lancia un grido di allarme questo viene colto da tutti gli esemplari, anche di specie differenti. Questo aspetto è particolarmente importante perché potrebbe offrire nuovi strumenti ecocompatibili nella lotta ai parassiti in agricoltura.

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Tatiana Maselli

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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