Le piante si sono evolute per manipolare le formiche e farsi difendere

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Le piante sono noiose. Stanno ferme, svolgono la fotosintesi mentre gli animali si divertono, si spostano, si rincorrono e ammirano il mondo. Falso! Anche se tendenzialmente siamo portati a credere che sia così, esse hanno hanno sviluppato caratteristiche specifiche per diventare allettanti agli occhi delle formiche, manipolandole fino a farsi difendere.

Un rapporto di mutuo scambio per le furbe piante, che offrono nettare gradito agli insetti e angoli vuoti in cui ripararsi ma in cambio usano le formiche per diffondere i loro semi e come guardie del corpo.

Un nuovo studio pubblicato su Pnas stravolge la storia genetica di 1700 specie di formiche e di 10.000 generi vegetali. I ricercatori guidati da Matt Nelsen, ricercatore del Field Museum, hanno scoperto che le piante si sono evolute intorno alle formiche, sviluppando modi per ingannarle al fine di essere protette e diffondere i semi.

Gli scienziati non erano sicuri di come fosse iniziata la loro relazione evolutiva. Essa risale al tempo dei dinosauri e non è facile capire dai fossili come interagivano questi organismi.

Ci sono pochissime registrazioni fossili di queste strutture nelle piante, non vanno molto indietro nel tempo, ci sono tonnellate di fossili di formica, ma in genere non mostrano questi comportamenti. Non necessariamente vedi una formica conservata nell’ambra che trasporta un seme”, spiega Nelsen.

Quindi, per determinare la storia evolutiva precoce delle interazioni tra piante e formiche, Nelsen e i colleghi hanno utilizzato grandi quantità di dati sul DNA e database ecologici.

Nel nostro studio, abbiamo collegato queste caratteristiche comportamentali e fisiche con alberi genealogici di formiche e piante per determinare quando esse abbiano iniziato a mangiare e vivere sulle piante e quando queste ultime abbiano sviluppato la capacità di produrre strutture che le sfruttano”, spiega Corrie Moreau, co-autore della ricerca.

Il team ha mappato la storia dell’uso delle piante da parte delle formiche su questi alberi genealogici, un processo chiamato ricostruzione dello stato ancestrale.

A quel punto è riuscito a determinare quando le piante iniziarono a fare affidamento sulle formiche per la difesa e la distribuzione dei semi. Dalle indagini è emerso che questi minuscoli esseri si siano affidati alle piante più a lungo di quanto esse abbiano fatto con loro.

“Il mio interesse principale è nello studio di come si siano evolute le interazioni tra organismi e di come queste interazioni abbiano cambiato la loro storia evolutiva. Quando le formiche hanno iniziato a usare le piante e quando le piante hanno iniziato a creare strutture per le formiche?” dice Matt Nelsen.

Secondo gli scienziati, alcune piante hanno caratteristiche evolutive in grado di attirare le formiche, in qualche mondo convincendole a difenderle dagli attacchi di altri insetti e persino dai mammiferi, tra cui spine vuote in cui esse si stabiliscono o nettare extra su foglie o steli.

Altre piante usando le formiche per spargere i propri semi, corrompendole con ricchi pacchetti di cibo attaccati ad essi chiamati elaiosomi. “La formica raccoglierà il seme e lo porterà via, mangerà il cibo e scarterà il seme – spesso in un’area ricca di sostanze nutritive dove crescerà meglio”, spiega il team.

Lo studio è importante perché fornisce uno sguardo su come si siano evolute queste interazioni.

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Francesca Mancuso

Foto: Field Museum, Corrie Moreau

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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