“Tirano su di tutto”. I pescherecci cinesi stanno prosciugando la riserva naturale delle Galápagos

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Alla fine, i timori si sono rivelati fondati perché quei 200 pescherecci nelle acque internazionali vicino alla riserva marina delle isole Galápagos hanno sconfinato nella zona protetta per pescare illegalmente. ‘Tirano su tutto’, spiega il capitano di una barca ecuadoriana che ha visto le imbarcazioni. “Noi siamo obbligati a prendere a bordo un biologo che controlli il nostro bottino, se catturiamo uno squalo dobbiamo rimetterlo in mare, ma a loro chi li controlla?’.

Sono pescherecci battenti bandiera cinese e sono appostati a 118 miglia dalle isole Galápagos proprio laddove vivono e si riproducono le più rare specie acquatiche del mondo. Una zona libera e piena di pesci, ma con un ecosistema marino molto fragile.

Nelle isole Galápagos, l’arcipelago che ha ispirato la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, “le dimensioni e l’aggressività di questa flotta contro le specie marine rappresentano una grande minaccia per l’equilibrio delle specie “, spiega l’ex ministro dell’ambiente, Yolanda Kakabadse.

Insieme all’ex sindaco di Quito, Roque Sevilla, Kakabadse è stato incaricato di progettare una “strategia di protezione” per le isole, che si trovano a 563 miglia a ovest della terraferma sudamericana. Come sappiamo, non è la prima volta che succede. I pescherecci cinesi arrivano ogni anno in mare intorno alle Galápagos, dichiarate patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1978, ma la flotta di quest’anno è una delle più grandi mai viste negli ultimi tempi.

“La pesca cinese incontrollata proprio ai margini della zona protetta sta rovinando gli sforzi dell’Ecuador per proteggere la vita marina nelle Galapagos”, dice Sevilla.

Squali, balene e altri pesci e mammiferi in via d’estinzione sono protetti da accordi internazionali, così come le specie migratorie. Attualmente, l’Ecuador sta cercando di stabilire un corridoio di riserve marine tra i vicini del Pacifico, ovvero Costa Rica, Panama e Colombia.

Il presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, ha descritto l’arcipelago come “una delle zone di pesca più ricche e un vivaio di vita per l’intero pianeta”, in un messaggio su Twitter.
Le isole Galápagos sono conosciute anche per le loro piante uniche. L’Unesco descrive l’arcipelago – visitato da un quarto di milione di turisti ogni anno – come un “museo vivente e una vetrina per l’evoluzione”.

Già lo scorso 17 luglio la Marina ecuadoregna aveva notificato la presenza delle imbarcazioni e il ministero degli Esteri aveva protestato con il governo cinese “in maniera cordiale ma ferma”. Nel 2017 una grande flotta si era avvicinata alla Riserva Marina pescando 300 tonnellate di pesci, in gran parte squali. Anche adesso, i pescherecci sono in acque internazionali, al di fuori dei limiti della giurisdizione nazionale, il che rende il problema complesso per l’attribuzione di politiche di gestione e proprietà.

“Le Galápagos non sono solo una delle zone di pesca più ricche del pianeta, ma un focolaio di vita, non solo per l’Ecuador, ma per l’intero pianeta, per la biodiversità e la sicurezza alimentare”, chiosa Moreno.

Fonte: The Guardian/BBC

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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