Parco Sommerso della Gaiola: nel Golfo di Napoli, una meravigliosa area marina protetta da tutelare

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Un luogo di natura, di storia, di archeologia, di meraviglie centenarie. Un luogo come pochi al mondo, unico nel suo genere, un misto di mare e di bellezza: è il Parco Sommerso della Gaiola che, nel cuore del Golfo di Napoli, con una superficie di poco più di 40 ettari, si estende dal Borgo di Marechiaro alla suggestiva Baia di Trentaremi.

Un posto tanto bello quanto fragile, che con l’emergenza sanitaria ha rischiato e rischia di rimanere più indietro rispetto a molti altri luoghi della cultura. È per questo che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e tutta una rete di istituzioni culturali e di Università invitano le amministrazioni locali e i cittadini “con i loro comportamenti consapevoli” ad affiancare il Centro Studi Interdisciplinari (CSI) Gaiola onlus affinché “si dia vita a un nuovo paradigma di fruizione del sito che metta al primo posto il rispetto dei luoghi, dei visitatori e del nostro patrimonio culturale e ambientale”.

Lo fanno attraverso una lettera aperta a firmata da oltre 50 tra direttori di musei e siti culturali del territorio, docenti universitari e responsabili dei 25 siti del centro storico di Napoli uniti nella rete Extramann coordinata da Daniela Savy, operatori culturali e ambientalisti, dal FAI a Marevivo e WWF.

Il Parco Sommerso di Gaiola

Il Parco Sommerso di Gaiola è una meravigliosa area marina protetta e un importante sito di ricerca, formazione, divulgazione scientifica ed educazione ambientale per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale del Golfo di Napoli. La sua particolarità è quella di essere un’area archeologica sommersa – visitabile attraverso acqua tour in barca o con attività di snorkeling e di diving – in cui si trovano elementi vulcanologici, archeologici e biologici e tantissimi reperti archeologici, sommersi a causa del bradisismo.

Il sito e la spiaggia riapriranno da domani 3 luglio e sarà consentito l’accesso su prenotazione attraverso l’app scaricabile dal sito dell’area marina protetta.

Con la prenotazione tramite app è possibile anche l’accesso all’area di balneazione pubblica ospitata all’interno del Parco Sommerso di Gaiola in zona B di riserva generale.

Ci si potrà prenotare per accedere alla spiaggia fino ad un massimo di 75 persone per ogni turno, dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, il Parco chiuderà alle ore 19.00.

La lettera aperta per salvaguardare il Parco Sommerso della Gaiola

Nella lettera viene ricostruita la storia del sito fino al 2002.

La storia ci dice che, proprio per la bellezza e amenità dei luoghi nel I Sec. a.C. il ricco Cavaliere romano Publio Vedio Pollione volle costruire qui la sua villa d’otium che chiamò Pausilypon, “luogo dove cessano gli affanni”. Alla sua morte divenne dimora imperiale, ed oggi le testimonianze di questo antico sfarzo sono sparse ovunque, sopra e sotto la superficie del mare. […] In epoca più recente l’area divenne tappa obbligata dei viaggiatori del Grand tour e poi a partire dalla fine dell’ottocento proprietà di facoltosi personaggi […]. Nel 2002 l’istituzione del Parco Sommerso di Gaiola ed il paziente lavoro di recupero dal basso di un gruppo di ricercatori hanno tenacemente ridato dignità e bellezza al sito. Quel gruppo di ricercatori, il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, è un esempio virtuoso di questa Città, che il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni culturali, di concerto, hanno riconosciuto quale Ente gestore del Parco, e oggi come allora continua a remare sempre nella stessa direzione, quella della salvaguardia di un bene comune inestimabile”.

Il Parco Sommerso di Gaiola è oggi sia una Riserva marina dello Stato, (Decreto Interministeriale 7 agosto 2002) che “Luogo della cultura” (art. 101 del Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”).

Come è noto l’emergenza Covid ha avuto un effetto deflagrante sull’intero Paese e sul settore dei beni culturali che pian piano stanno trovando la strada della riapertura seppur tra le tante difficoltà e un complesso quadro normativo da seguire per tutelare la salute dei cittadini e riaprire al mondo le porte del nostro patrimonio. Tra questi il Parco Sommerso della Gaiola si trova a percorrere una strada più erta rispetto a molti altri luoghi della cultura, proprio per la sua particolarità e fragilità. Mentre si accolgono con entusiasmo le riaperture di vari siti culturali, chiusi per i medesimi motivi, e si prepara per il 5 luglio l’auspicata ripresa delle visite al limitrofo Parco del Pausilypon, il rischio è che il Parco Sommerso di Gaiola venga considerato meramente per questioni relative agli aspetti legati alla balneazione tralasciando l’immenso valore storico, culturale e naturalistico del sito stesso”.

Da qui l’invito a tutti affinché “la riapertura al pubblico del Parco Sommerso di Gaiola, dopo questo duro e provante periodo di crisi per tutto il Paese, sia accompagnata da un nuovo paradigma di fruizione del sito, che metta al primo posto la tutela del nostro patrimonio culturale e ambientale nel rispetto dei luoghi e dei visitatori”.

Fonte: MANN / Area Marina Protetta della Gaiola

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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