I panda si accoppiano dopo 10 anni, rimasti soli per il coronavirus: ecco perché gli zoo sono inutili (oltre che fonti di sofferenze)

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La rivincita della natura: dopo 10 anni di tentativi in uno zoo, due panda si accoppiano naturalmente non appena il parco viene chiuso. È successo all’Ocean Park di Hong Kong. Dimostrazione dell’inutilità di questi luoghi, oltre che delle sofferenze che infliggono agli animali.

Ying Ying e Le Le, due panda giganti “residenti” nell’Ocean Park di Hong Kong hanno mostrato i segni del loro ciclo riproduttivo a fine marzo e si sono accoppiati in modo naturale verso le 9 del 6 aprile. È la prima volta da quando gli esemplari sono arrivati nel parco e accade proprio quando questo viene chiuso per le misure restrittive prese ad Hong Kong.

Il coronavirus, lo sappiamo, è un flagello, ma sta riportando alcuni equilibri in natura distrutti dall’uomo: si sta fortemente riducendo l’inquinamento del Pianeta e molti animali hanno ripreso ad occupare i loro spazi.

Anche a Hong Kong, una delle zone più colpite dalla pandemia, molti centri di aggregazione sono stati chiusi, tra cui gli zoo. Dalla fine di marzo, Ying Ying, la femmina, ha iniziato a trascorrere più tempo a giocare in acqua, mentre Le Le, il maschio, è riuscito a lasciare il suo odore nel suo habitat, divenuto quasi “naturale”, cercando quello di Ying Ying.

Tali comportamenti sono coerenti con quelli comuni durante la stagione riproduttiva, che si verifica una volta all’anno tra marzo e maggio. Con i cambiamenti ormonali di Ying Ying, i veterinari del Parco confermano che i due panda giganti sono entrati nella stagione riproduttiva di quest’anno.

“I panda giganti maschili e femminili sono sessualmente maturi a partire rispettivamente dall’età di sette e cinque anni – spiega Michael Boos, direttore delle operazioni zoologiche e di conservazione presso Ocean Park – Dall’arrivo di Ying Ying e Le Le ad Hong Kong nel 2007, i tentativi di accoppiamento naturale iniziati nel 2010 erano stati sfortunatamente senza successo. L’accoppiamento naturale oggi è estremamente entusiasmante per tutti noi, poiché la possibilità di una gravidanza con l’accoppiamento naturale è maggiore rispetto all’inseminazione artificiale”.

Il periodo di gestazione per i panda giganti varia tra 72 e 324 giorni e la conferma della gravidanza può essere rilevata solo mediante ecografia dai 14 ai 17 giorni prima della nascita.

Ocean Park collabora con esperti del China Conservation and Research Center for the Giant Panda e il Parco continuerà a monitorare attentamente i livelli ormonali e i cambiamenti comportamentali di Ying Ying, aggiornando il pubblico sugli ultimi sviluppi man mano che le informazioni diverranno disponibili.

Il 4 settembre 2016 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha inserito il panda tra le specie vulnerabili e il rischio di estinzione è ancora alto: questo perché l’habitat di questi animali si sta rimpicciolendo a causa della distruzione delle foreste, diventando di conseguenza sempre più difficile trovare germogli di bambù per il sostentamento.

Ed è vero, l’obiettivo del parco era quello di favorire la riproduzione di specie in via di estinzione (ma anche quello di attirare turisti, inutile nasconderlo). Comunque, 10 anni di tentativi “umani” sono falliti. E non è forse un caso che gli animali, sentendosi finalmente liberi, abbiano ripreso il loro ciclo ormonale e riproduttivo.

A dimostrazione, come se altre prove non bastassero, che “la natura fa da sé”, molto meglio senza di noi, che condizioniamo la vita sociale degli animali, quando non la distruggiamo del tutto torturando queste creature.

Tanti auguri Ying Ying e Le Le!  Speriamo che voi e i vostri cuccioli siate presto liberi.

Fonti di riferimento: Ocean Park / CNN / IUCN / Hong Kong Free Press/Twitter

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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