Il miele è un farmaco per le api: le aiuta a disintossicarsi e difendersi da pesticidi e malattie

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Il miele è una sostanza straordinaria per noi, ma anche per le api che lo producono e che se ne nutrono. Oltre a contenere acqua e zucchero, infatti, il miele è ricco di enzimi, vitamine, minerali e molecole organiche dall’azione antiossidante e antimicrobica che lo rendono un superfood anche per le api.

Il miele viene prodotto a partire dal nettare dei fiori. Dopo aver prelevato il nettare, l’ape bottinatrice lo immagazzina e lo mescola inizialmente con un enzima che scompone il saccarosio in glucosio e fruttosio.

Successivamente, l’ape rigurgita la miscela nell’alveare, dove il futuro miele viene lavorato da diverse api che fanno evaporare parte dell’acqua, lo arricchiscono di enzimi per impedire la crescita di microbi e trasformano parte del glucosio in acido gluconico, per conservare meglio la miscela. La reazione riduce il pH e libera perossido di idrogeno il cui contenuto viene tenuto sotto controllo da altri enzimi, probabilmente presenti nel polline.

Quando finalmente il miele è pronto, viene in parte consumato dalle api e in parte conservato nelle celle dell’alveare. Oltre a rappresentare una fonte di nutrimento, grazie alla presenza di numerose sostanze fitochimiche, il miele è di fatto un rimedio per la salute delle api.

Le molecole organiche presenti nel miele possono infatti aiutare le api a vivere più a lungo, ad aumentare la loro tolleranza al freddo, a curare con successo eventuali ferite e a migliorare le loro difese nei confronti di infezioni, parassiti ed esposizione ai parassiti.

La composizione del miele varia ovviamente in base ai fiori visitati dalle api e ogni ape è in grado di scegliere il miele adatto per sé: se un’ape è malata o in difficoltà è in grado di optare per il miele migliore per stare meglio.

Sebbene le api abbiano a disposizione un rimedio quasi miracoloso, le popolazioni di questi impollinatori continuano a diminuire; negli Stati Uniti, gli apicoltori hanno registrato perdite del 45% nei loro alveari tra aprile 2020 e aprile 2021. Questo sembra dipendere dalla riduzione della biodiversità. Poiché la composizione del miele è variabile e ogni miele ha proprietà diverse, le api sono in grado di costruire la loro “farmacia” solo se hanno a disposizione i fiori giusti.

Per aiutarle, gli apicoltori potrebbero lasciare nell’alveare porzioni del miele ricavato da varie fioriture, così che le api abbiano una “farmacia di miele” ben fornita tutto l’anno, ma è sulla perdita di biodiversità data dall’espansione dell’agricoltura che bisognerebbe lavorare.

La perdita di biodiversità limita la disponibilità di fiori per le api e le mette a rischio: tutelare e migliorare la diversità floreale potrebbe contribuire a far crescere le popolazioni di api e a renderle più forti e sane.

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Fonte di riferimento: Annual Reviews

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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