Nel silenzio del lockdown, le onde bioluminescenti rischiarano le notti della California: le spettacolari immagini del mare che si illumina

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Non c’è bisogno di luce artificiale in California: onde bioluminescenti brillano di luce propria e illuminano le notti sul mare di San Diego e Newport Beach. Il fenomeno, reso ancora più affascinante dal silenzio del lockdown, incanta il web e quei pochissimi fortunati che possono ammirarlo da vicino.

Lo spettacolo è dovuto all’aggregazione di Lingulodinium polyedra, un plankton comune nel sud della California, specie ben nota per la sua bioluminescenza: ogni  cellula, infatti, emette luce a seguito di reazioni chimiche che avvengono a seguito del metabolismo.

In questo periodo, con pochissimi visitatori a causa delle restrizioni anti COVID-19, si può osservare  una straordinaria marea rossa dovuta alla presenza degli organismi in superficie che di notte, a causa dell’agitazione del mare o da altri movimenti dell’acqua, emettono invece un caratteristico blu neon.

Questo bagliore, in particolare, è il risultato di sostanze chimiche prodotte a causa dello “spavento” che gli organismi subiscono perché trascinati, per esempio dalle onde. Secondo quanto ha rivelato su Twitter la biologa Rebecca Helm si tratta di “piccoli attacchi di panico luminosi”.

Come spiega Michael Latz dello Scripps Institution of Oceanography (University of California a San Diego), i lampi bioluminescenti si osservano al meglio in spiaggia almeno due ore dopo il tramonto, sebbene la visibilità non sia garantita. Chiunque visiti la spiaggia dovrebbe assicurarsi che essa sia aperta secondo le linee guida stabilite dalla città e, in questo particolare periodo, di mantenere le distanze sociali.

Il fenomeno, comunque, non è nuovo, e risulta particolarmente imprevedibile. É accaduto anche lungo la spiaggia di Puerto Marqués ad Acapulco (Messico) e, al largo della stessa Newport, erano stati avvistati recentemente delfini che lasciavano bioluminescenti luci blu.

“Le nostre maree rosse locali possono durare giorni (ad esempio, maggio 2018) – riferisce lo scienziato – una o due settimane (settembre 2013, giugno 2019) o uno o più mesi (ottobre 2011 e 1995). Non c’è modo di prevedere quanto dureranno”.

Questa è iniziata a fine marzo, e non sappiamo se e quando ce ne saranno altre.

Godiamoci dunque ora, almeno dal web, il meraviglioso spettacolo.

Fonti di riferimento:  Rebecca Helm/Twitter / Scripps Institution of Oceanography

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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