Giusquiamo nero, la pianta ‘delle streghe’ dall’azione psicoattiva usata dagli sciamani

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Il giusquiamo è una pianta tossica e velenosa con effetti psicoattivi. L’azione del giusquiamo è data dalla presenza di alcaloidi che provocano allucinazioni e delirio. L’azione psicoattiva del giusquiamo è stata sfruttata dagli sciamani, dai veggenti e dai profeti ma si tratta di una pianta molto pericolosa, la cui assunzione può provocare la morte.

Giusquiamo nero: descrizione della pianta e costituenti

Il giusquiamo nero (Hyoscyamus niger L.) è una pianta annuale o biennale appartenente alla famiglia delle Solanaceae, la stessa del tabacco, della mandragora e belladonna ma anche di peperoni e patate.
Il giusquiamo è una specie diffusa in tutta Europa ma anche in Africa e America settentrionale dove cresce spontaneamente tra i ruderi, lungo il ciglio delle strade e nei terreni ricchi di nitrati.
La pianta del giusquiamo può raggiungere un’altezza di 70 centimetri, presenta un fusto peloso e foglie dentate e flaccide, alcune picciolate altre sessili. La fioritura avviene tra giugno e ottobre e i fiori si sviluppano riuniti in racemi nella parte apicale del fusto. I fiori del giusquiamo hanno una corolla a imbuto costituita da cinque petali gialli e presentano una reticolatura viola. Il frutto del giusquiamo è una pisside (un tipo di capsula): la pianta fruttifica da agosto a ottobre e dai frutti sono liberati numerosi semi bruni e reniformi.
La droga del giusquiamo, cioè la parte della pianta a che contiene il maggior tenore in principi attivi, è rappresentata dalle foglie che contengono gli alcaloidi iosciamina, atropina e scopolamina. Gli alcaloidi sono comunque presenti in tutte le parti della pianta compresi i fiori, i frutti e i semi. Tra gli alcaloidi contenuti nel giusquiamo, il più rappresentato è la scopolamina che ha effetti simili all’atropina anche se meno marcati: la scopolamina ha azione sedativa, depressiva, ipnotica e anestetizzante sul sistema nervoso centrale.

Azione del giusquiamo

Il giusquiamo rientra tra le piante tossiche e velenose e la sua assunzione può condurre alla morte. Il giusquiamo è chiamato anche fava porcina: il nome deriva dal greco hyos – porco – e kyamos, cioè fava e il significato è “fava da lasciare ai porci” proprio perché velenosa.
L’azione del giusquiamo è dovuta alla presenza di alcaloidi che sono contenuti in tutte le parti della pianta. I sintomi che si possono manifestare in seguito ad assunzione di giusquiamo comprendono rossore al volto, secchezza delle fauci, midriasi (dilatazione delle pupille), tachicardia, aritmie, allucinazioni e delirio. A dosaggi più elevati si possono avere convulsioni, coma e depressione cardiorespiratoria.
La droga del giusquiamo è stata utilizzata con scopi farmacologici come antinevralgico, per prevenire mal d’auto e mal di mare ed era associata alla morfina prima di operazioni chirurgiche.
Il giusquiamo ha trovato impiego in passato anche per curare i sintomi di astinenza da alcool: sembra che Bill Wilson, fondatore degli alcolisti anonimi, sia riuscito a disintossicarsi dall’alcool grazie all’assunzione di una miscela di piante tra cui il giusquiamo e la belladonna.
Poiché risulta difficoltoso estrarre grandi quantità di alcaloidi dal giusquiamo, questa pianta era impiegata soprattutto per la preparazione di prodotti galenici, oggi in disuso a causa dell’elevata tossicità.
Nella regione del Mediterraneo, oltre al H.niger è presente il H. albus, il giusquiamo bianco che contiene gli stessi principi attivi: questa specie si distingue dal giusquiamo nero per la corolla gialla priva di venature e per avere le foglie solo picciolate.

L’azione psicoattiva del giusquiamo

A causa dell’azione degli alcaloidi presenti nel giusquiamo questa pianta è stata in passato utilizzata per provocare visioni e stati di trance in stregoni, sciamani e veggenti. Gli alcaloidi contenuti in questa specie hanno infatti azione sul sistema nervoso centrale e causano allucinazioni e delirio. Al pari della Salvia divinorum e di altre piante e funghi dall’azione psicoattiva, anche il giusquiamo era usato per vedere nel passato, prevedere il futuro, per scopi religiosi o pratiche magiche. Semi di giusquiamo, insieme a lacche e sostanze grasse, sono stati ad esempio ritrovati in una tomba datata 980 d.C. in cui fu seppellita l’ultima profetessa della Danimarca: si ipotizza che tali ingredienti venissero usati nella preparazione di un unguento impiegato nell’attività profetica della sacerdotessa vichinga.

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Tatiana Maselli

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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