L’Islanda farà rinascere le foreste dei Vichinghi

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L’Islanda prova a far rinascere le foreste devastate 1000 anni fa dai Vichinghi

Riportare l’Islanda alla bellezza originaria, quando le foreste coprivano fino al 40% della sua superficie, oggi arida. Un importante programma di riforestazione sta trasformando l’isola.

Mille anni fa, l’Islanda era un rigoglioso paradiso verde, dove le foreste coprivano quasi la metà del territorio. Negli anni ’50, la copertura boschiva scese al minimo dell’1%. Un numero di una tristezza infinita. Di fatto l’uomo aveva devastato l’isola dalla iconica bellezza.

Un paesaggio brullo e ultraterreno con vulcani e ghiacciai ma stranamente privo di alberi. Mentre molti potrebbero pensare che la terra nuda e arida abbia a che fare con la posizione o il clima, non è così.

Quando i primi coloni arrivarono nel 9° secolo dall’attuale Norvegia, la foresta copriva fino al 40% del paese. Poi i Vichinghi imposero la loro pesante presenza. La necessità di pascolare e di sfruttare il suolo è stata accompagnata dalla totale ignoranza dei pericoli legati alla deforestazione.

L’erosione del suolo è stata esacerbata dalle pecore che pascolavano eccessivamente su piante che già stavano lottando per sopravvivere. Ma ora, grazie al servizio forestale islandese con l’assistenza delle società forestali e degli agricoltori, gli alberi stanno tornando a popolare il paese, anche se lentamente.

islanda foreste

L’unica specie forestale originaria dell’Islanda è la betulla (Betula pubescens). A causa dei cambiamenti climatici, quest’albero che è stato ripiantato nell’ultimo mezzo secolo, non è riuscito a prosperare a causa delle mutate condizioni del clima. Per questo sono aumentati gli sforzi per identificare le specie non native più adatte alle attuaali temperature più calde, come abeti rossi, pini e larici.

Così ora, il Servizio forestale islandese, con l’aiuto del programma Euforgen, sta lavorando alla produzione di piantine locali, da “genitori” accuratamente selezionati di specie non native. La maggior parte proviene dall’Alaska. Con l’aiuto dei nuovi arrivati, le foreste stanno “crescendo meglio di quanto nessuno abbia mai pensato”, spiega Þröstur Eysteinsson, a capo del Servizio forestale islandese.

Spuega Euforgen che in luoghi come l’Islanda, il clima sta cambiando così rapidamente che gli alberi non sono in grado di adattarsi geneticamente in breve tempo, quindi ha senso selezionare altre tipologie di piante.

Oggi la situazione è leggermente migliorata passando al 2% ma la strategia forestale nazionale islandese prevede di riportare al 12% la copertura verde entro il 2100, con l’uso di specie non autoctone selezionateche garantiscono resilienza e sostenibilità”.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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