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Gigantesco “fiore cadavere” sboccia in una vecchia stazione di servizio della California: centinaia di persone si riversano per annusarlo

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Ogni volta che sboccia, il fiore cadavere attira la curiosità delle persone. Un’attrazione verso il suo odore disgustoso a cui sembra nessuno possa resistere

In California una folla di circa mille persone si è riversata in una stazione di servizio abbandonata in un’area della Baia di San Francisco per ammirare una pianta insolita, l’aro titano (il cui nome scientifico è Amorphophallus Titanum), ma soprattutto per annusare la sua “particolare” fragranza. Oltre ad essere il più grande al mondo, il suo fiore emana un odore talmente sgradevole – paragonato alla carne putrefatta –  da essersi meritato l’appellativo di fiore cadavere.

Ad occuparsi della coltivazione della pianta, endemica dell’isola di Sumatra, è Solomon Leyva, proprietario di un vivaio appassionato di piante rare. Quando il fiore ha iniziato a sbocciare, l’uomo ha deciso di pubblicare alcune foto sui social, che hanno suscitato grande curiosità tra gli utenti.

Vedendo tutto quell’interesse verso il fiore, ha quindi deciso di mettere la pianta in un punto in cui anche altre persone avrebbero potuto guardarla dal vivo e sentirne l’odore. 

“Grazie all’aiuto di un mio amico, trascinato la pianta quaggiù, in questo edificio abbandonato, e subito la gente ha iniziato a venire”– racconta Solomon Leyva  – “Tutti stanno commentando che l’ultima volta che l’hanno visto è stato a San Francisco e c’era una barriera, quindi hanno dovuto aspettare per ore e non gli è stato permesso di avvicinarsi. Penso che tutti stiano inciampando per potersi avvicinare e annusarlo. È molto divertente per tutti.”

Il fiore cadavere è estremamente raro. Secondo l’ultimo censimento dell’US Botanic Garden, in natura restano meno di mille esemplari. La sua pianta può crescere fino a tre metri d’altezza e impiega circa un decennio per fiorire e muore nel giro di qualche giorno. Ma, grazie al suo odore pungente, in poco tempo riesce ad attirare tantissimi insetti impollinatori. 

Fonte: Instagram/San Francisco Chronicle/US Botanic Garden

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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