L’Etna riprende a “ruggire”: eruzione in corso con fontana di lava, violenti boati e pioggia di cenere

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Dopo qualche settimana di tregua, l‘Etna torna a farsi sentire. Dalle prime ore di stamattina ha iniziato a intensificarsi l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est, il più “giovane” e il più attivo dei quattro crateri sommitali del vulcano, recentemente diventato la nuova vetta.

In realtà, le prime esplosioni di modesta portata si sono registrate a partire dallo scorso 20 ottobre, ma adesso Sua Maestà l’Etna sembra fare sul serio e proprio in queste ore i tremori sono in aumento e l’espulsione di lava è accompagnata da violenti boati, nitidamente avvertiti da chi vive ai piedi del vulcano. 

Tuttavia, il fenomeno non è osservabile bene a distanza a causa della copertura nuvolosa sull’area sommitale dell’Etna. Le nuvole, infatti, si confondono con l’enorme pennacchio di fumo. 

etna eruzione 23 ottobre

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“L’ampiezza del tremore vulcanico è su valori alti e la sua localizzazione è a una profondità di circa 3 chilometri sul livello del mare” spiega l’INGV Vulcani. 

E come accade spesso, il nuovo parossismo è accompagnato da una pioggia di cenere che si sta disperdendo sul territorio di vari comuni della fascia jonica, tra cui Fiumefreddo di Sicilia e Mascali.

etna cenere

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Al momento resta regolarmente operativo l’aeroporto Fontanarossa di Catania.

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Fonte: INGV 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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