Non solo animali, anche il 40% delle piante e dei funghi è a rischio estinzione

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Il 40% delle specie vegetali mondiali è a rischio di estinzione. A dirlo sono gli ultimi dati globali resi noti da un rapporto internazionale, opera degli esperti del Royal Botanical Gardens, Kew, nel Regno Unito, con la collaborazione di studiosi di tutto il mondo.

Ci preoccupiamo spesso delle specie animali che rischiano l’estinzione sottovalutando il fatto che, purtroppo, anche quelle vegetali sembrano avere lo stesso destino. 2 su 5 in tutto il mondo sono a rischio di estinzione a causa della distruzione degli habitat naturali. È questo il triste scenario fotografato dallo “State of the Worlds Plants and Fungi“.

Il rapporto, guidato dal professor Alexandre Antonelli, direttore scientifico del Royal Botanical Garden, ha coinvolto 210 scienziati di 42 paesi e fornisce valutazioni sull’attuale conoscenza in merito alla diversità di piante e funghi sulla Terra, sulle minacce globali che è necessario affrontare e sulle politiche utili a salvaguardare le specie.

Il report, prodotto ogni anno dal 2016, combina per la prima volta piante e funghi, fornendo un approfondimento molto utile su come possiamo proteggere la biodiversità delle specie vegetali a beneficio delle persone e del pianeta.

Vi è infatti un aspetto molto importante da considerare: piante e funghi sono alla base della vita sulla Terra e alcune specie in particolare sono essenziali alla sussistenza umana. Tante altre poi sono un vero e proprio “scrigno del tesoro” inutilizzato di cibo, medicinali e biocarburanti che potrebbero aiutarci ad affrontare molte delle più grandi sfide dell’umanità, sostengono gli scienziati che hanno scritto il rapporto.

È necessario dunque impegnarsi in maniera seria e rapida per trovare e identificare le specie e salvarle da un destino di estinzione.  Come ha dichiarato il professor Antonelli:

“Ogni volta che perdiamo una specie, perdiamo un’opportunità per l’umanità. Stiamo perdendo una corsa contro il tempo perché probabilmente stanno sparendo specie più velocemente di quanto possiamo trovarle e classificarle”

Purtroppo alcuni leader mondiali ancora non riconoscono il problema o quanto meno hanno deciso che non è una delle priorità su cui lavorare. Proprio ieri vi avevamo parlato dei paesi che non hanno accettato di firmare l’impegno dei leader mondiali per la biodiversità.

Tornando al nuovo rapporto, i ricercatori hanno basato la valutazione della percentuale di specie minacciate di estinzione sulla Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. Ma è stata valutata solo una piccola parte delle 350.000 specie di piante conosciute e gli scienziati hanno utilizzato tecniche statistiche per correggere i pregiudizi nei dati, come la mancanza di lavoro sul campo in alcune regioni. Hanno anche usato l’intelligenza artificiale per valutare aree poco conosciute.

Il rapporto sullo stato delle piante del 2016 aveva rilevato che una su cinque era minacciata, ma la nuova analisi rivela che il rischio reale è oggi molto più alto.

La causa principale della perdita di biodiversità delle specie vegetali è la distruzione dell’habitat selvaggio per creare terreni agricoli. Anche l’eccessivo sfruttamento di piante selvatiche, l’edilizia, le specie invasive, l’inquinamento e la crisi climatica sono importanti cause della perdita di piante e funghi.

Fonte: Royal Botanic Garden Kew / The Guardian

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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