Anche alcuni alberi applicano il distanziamento sociale per evitare di ammalarsi

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Prima dell’emergenza coronavirus probabilmente pochi tra noi avevano sentito parlare di distanziamento sociale. Si tratta di un comportamento cui fatichiamo ad abituarci, che però sembra essere noto e diffuso sia nel regno animale sia in quello vegetale.

Alcune piante, ad esempio, praticano il distanziamento sociale da sempre, per ragioni ancora non del tutto chiare.

Il fenomeno è noto come Crown Shyness – timidezza delle chiome o corona di timidezza, in italiano – e fu osservato per la prima volta dai botanici degli anni ‘20, che lo descrissero nei trattati dell’epoca.

Da allora si è notato che il Crown Shyness si verifica in almeno sette specie arboree tra cui mangrovie, alberi di canfora e di eucalipto e in alcune conifere.

In questi alberi, i rami si avvicinano ma non si toccano, creando degli incredibili disegni che possono essere ammirati osservando le piante dal basso.

Ad oggi è noto che le piante possano percepire la presenza di un altro esemplare, dunque non è strano che possano decidere di non invadere lo spazio altrui.

Ciò che non è ancora stato chiarito è il motivo per cui alcune piante applichino questa sorta di distanziamento sociale, anche se sono state avanzate tre ipotesi.

In primo luogo è possibile che rimanendo distanti, le chiome riescano a ricevere più luce e a far circolare meglio l’aria, così da ottimizzare la fotosintesi ed evitare eccessi di umidità.

Non bisogna poi dimenticare che le piante sono in grado di collaborare tra loro: lasciare uno spazio tra le chiome di alberi che crescono vicini consentie alla luce di raggiungere lo spazio sottostante, permettendo la vita anche per altre specie o per esemplari in crescita della stessa specie.

Rimanere alla giusta distanza riduce anche la possibilità per gli alberi di danneggiarsi a vicenda in seguito alle collisioni tra i rami mossi dal vento.

Infine, se un albero dovesse ammalarsi la lontananza tra le chiome potrebbe limitare la diffusione di insetti, parassiti e malattie da un esemplare all’altro, strategia simile al nostro distanziamento sociale messo in atto per contenere i contagi da coronavirus.

View this post on Instagram

Hiç ormanlık bir alanda yürürken başınızı gökyüzüne kaldırdığınızda taç utangaçlığı olayına şahit oldunuz mu? … Bu güzel ve güneşli hafta ortasında, kusursuz bir işleyişe sahip olan doğanın bize sunduğu mucizevi olaylardan birine yakından bakıyoruz: @anatlasofallthatisee'nin fotoğrafında gördüğünüz, “crown shyness” olarak da bilinen ‘taç utangaçlığı’. 🌳🟢💚 Gelin taç utangaçlığı nedir, ne zaman oluşur; biraz yakından bakalım.➡ 🌳Taç utangaçlığı; okaliptüs, sıtka ladini, Japon karaçamı, lodgepole çam, siyah mangrov, karaapaç gibi bazı uzun bitki türlerinin en tepesindeki dallarının birbirine değmekten kaçınmasına deniyor. 🌳İlk kez 1920’li yıllarda gözlemlendiği bilinen ve ağaçların birbirinin kişisel alanlarına duyduğu saygı olarak da yorumlanabilecek bu doğa olayı, bilimsel açıdan üç temel olası sebebe bağlanıyor. 🌳Bunlardan ilki, rüzgarlı havalarda en tepedeki dalların birbirine çarpıp kırılmasının önüne geçmek. İkincisi, fotosentez için her bir ağacın güneşe erişimini kolaylaştırmak. Üçüncüsü de ağaçlar arasında böcek geçişini önlemek. 🌳Biz bu ilginç fenomeni, ağaçların hem her daim birlikte, hem de müthiş bir uyum içinde yaşamasının bir örneği olarak yorumluyor, doğanın bizlere günlük hayatlarımıza adapte edebileceğimiz bir mesaj verdiğini düşünüyoruz. … 📷: We thank @anatlasofallthatisee for this amazing photo.🙏 #taçutangaçlığı #themaggerdoğa #doğa #iyiyaşam #crownshyness #ağaç #ağaçlar #yaprak #fotosentez

A post shared by Magger | theMagger.com (@themagger) on

La prossima volta che andrete a passeggiare in un bosco guardate verso l’alto: qualunque sia la causa del Crown Shyness, il fenomeno crea scenari spettacolari e affascinanti, simili a ricami tra la terra e il cielo.

Fonti di riferimento: Canadian Journal of Forest Research/National Geographic

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
Repubblica di San Marino

Repubblica di San Marino: il turismo slow e green che non ti aspetti

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook