Difensori delle orchidee, contro il bracconaggio dei fiori spontanei protetti

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Le orchidee sono tra i fiori più particolari, popolari e apprezzati in tutto il mondo. Le splendide fioriture delle orchidee rappresentano una vera e propria ossessione per i collezionisti, disposti a pagare anche cifre considerevoli per ottenere esemplari rari.

Per questo motivo, in passato le orchidee sono state vittime del bracconaggio: veri e propri cacciatori di orchidee in passato hanno messo in serio pericolo le orchidee, rubando questi stupendi fiori per poi rivenderli anche a centinaia di migliaia di dollari.

Ancora oggi, sebbene molte specie di orchidee siano protette e la loro raccolta sia illegale, in molti si inoltrano nei boschi per estirpare le orchidee che nascono in modo spontaneo.

Il fenomeno interessa tutte le zone in cui crescono le orchidee e in particolare l’Australia, dove si trovano esemplari unici al mondo, alcuni anche molto antichi.

Le orchidee australiane sono già messe a dura prova dalla deforestazione effettuata per fare spazio ad allevamenti e agricoltura, nonché dagli incendi boschivi. A questo si aggiunge il poco rispetto della natura da parte di turisti e cacciatori che visitano i boschi e che spesso calpestano o danneggiano i fiori senza curarsi della loro presenza.

I bracconieri che raccolgono illegalmente orchidee, non fanno che peggiorare una situazione già difficile per questi splendidi fiori.

Considerando che, oltre a essere bellissime, le orchidee svolgono un ruolo fondamentale per la tutela della biodiversità, in molti si sono mobilitati per proteggere questi fiori.

Sono i difensori delle orchidee, biologi, botanici o semplici appassionati, impegnati a scoprire le orchidee, fotografarle, studiarne l’habitat e diffondere informazioni su questi fiori.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della conservazione delle orchidee coinvolgendo gli appassionati in iniziative volte a proteggere questi fiori.

Uno dei difensori delle orchidee risponde al nome di Julian Pitcher. Il 36enne, padre di tre figli, trascorre il suo tempo libero nei boschi umidi australiani alla ricerca degli esemplari più rari e particolari di orchidee.

L’uomo, soprannominato “The Orchid Hunter”, si avventura tra le piante in abiti mimetici, armato di un drone per raggiungere le aree inaccessibili.

Il suo scopo è quello di educare al rispetto dell’ambiente e di far conoscere la fragilità delle orchidee attraverso i Social Network.

“La prima volta che ho visto un’orchidea, in realtà non sapevo cosa stessi guardando, era solo una pianta strana. Poi ho iniziato a vedere queste piante strane dappertutto e sono stato sopraffatto dalla loro complessità.
Le persone che vanno nei boschi su quattro ruote motrici, a caccia di maiali, a fare escursioni, potrebbero avere un impatto sulle orchidee, e non sanno nemmeno cosa siano le orchidee”, spiega Pitcher.

Pitcher oggi usa le orchidee come mezzo per sensibilizzare sull’importanza della conservazione a persone che probabilmente non riceverebbero mai questo messaggio con altri mezzi.

Secondo lui si può fare molto per proteggere le orchidee: non calpestare i fiori quando si passeggia nel bosco, sostenere i vivai che coltivano specie autoctone, incoraggiare i collezionisti a condividere le piante di cui si sono appropriati e segnalare la presenza di orchidee in natura e le possibili minacce a questi fiori sono solo alcune delle misure che possono essere prese per tutelare le orchidee.

Fonti di riferimento: ABC News/Orchid Hunters Australia

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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