Il silenzio della quarantena in tutto il mondo sta aiutando scienziati e sismologi a captare i suoni della Terra

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Tutto il mondo è in silenzio. Questo è un grande dono per gli scienziati e i sismologi, che stanno ascoltando i suoni della Terra come mai prima d’ora

La pandemia da Covid-19 sta capovolgendo il mondo naturale, perché il lockdown e il distanziamento sociale hanno prodotto numerosi effetti su aria, mare, terra. Vi mostriamo spesso immagini di una natura che avanza mentre l’uomo arretra. Con meno automobili e strade deserte, anche i ricercatori sono in grado di rilevare e misurare ciò che veniva offuscato da smog e rumore. Treni, aerei, nessuno scuolabus: il mondo è in pausa e se ciò per molti è un vero e proprio incubo, per altri è il momento giusto per tornare a fare ricerca.

La sismologa Paula Koelemeijer ha raccontato a The Atlantic che da quando il Regno Unito ha annunciato le norme più restrittive sul distanziamento sociale, il suo sismometro ha registrato un forte calo delle vibrazioni prodotte dall’attività umana.

“Normalmente non riusciamo a percepire una magnitudo di terremoto 5.5 dall’altra parte del mondo, perché solitamente c’è troppo rumore. Adesso, con meno, il nostro strumento è in grado di captarlo durante il giorno”, dice la sismologa.

Un rallentamento della nostra vita, lo hanno notato tutti i sismologi e non solo Koelemeijer. La tendenza è iniziata con Thomas Lecocq del Royal Observatory a Bruxelles. Le stazioni sismiche si trovano di solito ben al di fuori delle aree metropolitane, lontano da vibrazioni che potrebbero oscurare i tremori sottili all’interno della Terra, ma la stazione di Bruxelles è stata istituita più di un secolo fa, prima che la città si sviluppasse attorno ad essa.

Lecocq ha scoperto che quando nevica, l’attività sismica antropogenica diminuisce e nel giorno di traffico su strada, aumenta. Il sismologo ha controllato i dati sismici il giorno prima che il Belgio iniziasse il blocco a livello nazionale e poi la mattina seguente. Il calo di attività, ha detto, è stato “immediato”. A ruota il suo approccio è stato seguito dagli scienziati di Stati Uniti, Francia e Nuova Zelanda che sostengono che i loro strumenti sono in grado di captare suoni più precisi e a lunghe distanze.

Un cambiamento simile si vede anche nell’aria. I satelliti che osservano la Terra hanno rilevato una riduzione significativa della concentrazione di un inquinante atmosferico comune, il biossido di azoto, che entra nell’atmosfera attraverso le emissioni di automobili, camion, autobus, e centrali elettriche. Il calo, osservato in Cina e in Europa , ha coinciso con severe misure di distanziamento sociale e restrizioni. L’inquinamento atmosferico può danneggiare seriamente la salute umana e l’Organizzazione mondiale della sanità stima che le condizioni derivanti dall’esposizione all’inquinamento ambientale, inclusi ictus, malattie cardiache e malattie respiratorie, uccidono circa 4,2 milioni di persone all’anno.

Secondo un’analisi di Marshall Burke, professore nel dipartimento di scienze del sistema terrestre di Stanford, una riduzione legata alla pandemia probabilmente ha salvato la vita di 4mila bambini e 73mila anziani in Cina. Tuttavia lo scienziato stabilisce che sono benefici temporanei.  “Non stiamo risolvendo il cambiamento climatico avendo una pandemia globale”, dice Joseph Majkut, direttore della politica climatica del Niskanen Center, a Washington.

Con così tante persone che restano a casa – e di conseguenza le agenzie di trasporto pubblico riducono il servizio – c’è significativamente meno rumore proveniente da auto, autobus, treni e altri mezzi di trasporto. Erica Walker, una ricercatrice di sanità pubblica dell’Università di Boston, ha portato con sé un misuratore di decibel nelle sue passeggiate socialmente distanti ed è rimasta sbalordita dalle misurazioni. “È molto più silenzioso”, mi ha detto.

C’è poi l’aspetto dell’inquinamento acustico notevolmente ridotto. Con meno traffico, gli abitanti riescono a sentire suoni che prima erano impercettibili, come il canto degli uccelli o addirittura il fruscio degli alberi. E probabilmente anche gli oceani sono più tranquilli. Michelle Fournet, un’ecologa marina di Cornell che studia ambienti acustici, spera di posizionare microfoni sottomarini al largo delle coste dell’Alaska e della Florida, dove ha studiato megattere e altre forme marine, per indagare su come le acque siano cambiate in assenza di rumore dalle navi da crociera.

“Il solo fatto di non avere navi da crociera riduce la quantità di rumore oceanico globale quasi istantaneamente. Stiamo vivendo una pausa senza precedenti”, ha spiegato Fournet.

Come sappiamo, è stato ampiamente dimostrato che il rumore ambientale proveniente dalle navi e da altri tipi di traffico marittimo può aumentare i livelli di ormoni dello stress nelle creature marine, che possono influire sul processo riproduttivo.

Erica Walker, una ricercatrice di sanità pubblica dell’Università di Boston, ha portato con sé un misuratore di decibel nelle sue passeggiate  ed è rimasta sbalordita dalle misurazioni. Prima della pandemia di coronavirus, l’ambiente acustico in Kenmore Square, un incrocio trafficato vicino al campus, di solito era di circa 90 decibel nelle ore di punta. Durante la pandemia, poco meno di 68 decibel.  In alcuni punti nell’area di Fenway Park, dove Walker ha studiato l’inquinamento acustico per diversi anni attraverso il suo programma Noise and the City , i suoi ultimi dati mostrano riduzioni vicine ai 30 decibel. “È incredibilmente un’enorme differenza”, ha detto Walker. La natura sta prendendo fiato quando tutti noi tratteniamo il nostro.

Fonti: The Atlantic/ Reuters

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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