Castagno dei cento cavalli, la leggenda dell’albero di castagne più antico e grande del mondo

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Il ‘castagno dei cento cavalli’ è un inno alla potenza della natura. Un maestoso albero circondato da storie, leggende, magia. È l’unico della sua specie più antico e più grande del mondo e inserito per questo nella lista del Guinness World Record. Nel 2008 è stato riconosciuto come “Monumento Messaggero di Pace” dall’Unesco, attorno a questo bellissimo albero, ruotano numerose leggende.

Il castagno dei cento cavalli si trova a Sant’Alfio, poco distante dal centro abitato, lungo la provinciale che conduce a Linguaglossa, sul versante orientale dell’Etna in Sicilia e sebbene non ci sia una datazione precisa, secondo gli esperti ha un’età che si aggira tra i duemila e i quattromila anni.

Ma non solo, è anche nella lista del Guinness World Record in qualità di più grande al mondo. Misura circa 22 metri in altezza, mentre il suo tronco cavo 22 metri di circonferenza.

Il Castagno dei cento cavalli sulle pendici dell’Etna è anche un’opera di Jean-Pierre Houël prodotta tra il 1776 e il 1779, conservato a Parigi al museo del Louvre.

@Wikipedia/Jean-Pierre_Houel

Castagno dei cento cavalli: leggende

Come dicevamo, attorno al castagno unico nella sua natura, girano anche delle leggende. La più conosciuta è quella che racconta che la regina napoletana Giovanna I d’Angiò (che regnò tra il 1343 al 1381), si trovava, con un centinaio di cavalieri e dame al seguito, sui boschi dell’Etna durante una battuta di caccia.

A un certo punto però ci fu un violento temporale e non potendo rientrare, la regina con dame e cavalieri, trovarono riparo all’interno del tronco cavo del castagno di Sant’Alfio, che secondo appunto la leggenda riuscì a riparare tutto l’armamento fino a quando il cielo non si schiarì.

Una storia che fa acqua da tutte le parti, in primis perché Giovanna I non visitò mai la Sicilia durante il suo regno, ma che rimane comunque legata alle tradizioni popolari.

Un’altra versione, attribuisce il fatto alla regina Giovanna d’Aragona o ancora all’imperatrice Isabella d’Inghilterra (terza moglie di Federico II). Quest’ultima poi, avrebbe addirittura passato una notte piacevole con i cavalieri al seguito.

Non ci sono comunque solo leggende, ma anche tanti documenti che raccontano il ‘castagno dei cento cavalli’.

Nel 1636 Pietro Carrera lo descrive nel suo libro “Il Mongibello” specificando che l’albero poteva contenere, più realisticamente, trenta cavalli.

Diversi autori di botanica concordano sulla sua vetustà, ma non sull’età: avrebbe dai due ai quattromila anni e, stando alla tesi del botanico torinese Bruno Peyronel, potrebbe essere l’albero più antico d’Europa ed il più grande d’Italia (1982).

Di certo è l’unico csatagno presente nelle liste degli alberi più grandi e più antichi di tutto il mondo.

Qualunque sia la verità, rimane un’unica certezza: la natura riesce a regalarci sempre una biodiversità straordinaria.

Fonte: Castello di San Marco/Catania Live University

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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