Il caffè selvatico, raro e dimenticato, che può salvare l’amata bevanda dalla crisi climatica

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Un particolare tipo di caffè, finora ritenuto estinto, potrebbe rappresentare una rivoluzione per l’industria del caffè, minacciata da crisi climatica e riscaldamento globale. Questo particolare tipo di pianta, infatti, cresce a temperature più elevate e resisterebbe quindi meglio all’innalzamento delle temperature.

Un recente studio pubblicato dalla rivista Nature rivela come la riscoperta di una specie di caffè “dimenticata” possa avere effetti benefici sull’industria del caffè dei prossimi anni, minacciata dal riscaldamento globale. Il caffè Stenophylla (Coffea stenophylla), che cresce nell’Africa occidentale, tollererebbe infatti temperature molto più alte rispetto alla più comune varietà arabica (Coffea arabica) – il caffè più consumato al mondo. Inoltre, avrebbe un sapore migliore. Quindi questo tipo di caffè potrebbe presto sostituire l’Arabica in quelle aree del pianeta che maggiormente soffrono gli effetti del riscaldamento globale. Una scoperta che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti gli amanti della bevanda e anche agli scienziati, che finora non erano stati in grado di proteggere la produzione del caffè dagli effetti del cambiamento climatico.

@Daniel Sarmu/Frontiers in Plant Science

(Leggi: Il sapore del caffè potrebbe non essere più lo stesso a causa dei cambiamenti climatici)

Aaron Davis, autore dello studio, afferma: “Rendere la filiera del caffè a prova di futuro per affrontare i cambiamenti climatici è vitale: il caffè è a capo di un’industria globale multimiliardaria, sostiene l’economia di diversi Paesi tropicali e fornisce mezzi di sussistenza a oltre 100 milioni di coltivatori di caffè. Trovare una specie di caffè che fiorisca a temperature più elevate e abbia un sapore eccellente è una scoperta scientifica che capita una volta nella vita: questa specie potrebbe essere essenziale per il futuro del caffè di alta qualità.

Malgrado esistano al mondo ben 124 specie di caffè, il 99% del consumo si limita alle specie Arabica e Robusta (rappresentanti rispettivamente il 56% e il 43% della produzione mondiale). L’Arabica viene coltivata perlopiù in Etiopia e Sud Sudan e necessita di un clima tropicale fresco, con una temperatura media di 19°C; è particolarmente vulnerabili ai cambiamenti di temperatura. La Robusta, invece, riesce a resistere anche fino a 23°C, tuttavia viene considerata meno gustosa dell’Arabica e il suo utilizzo si limita alla produzione di caffè istantaneo.

@Nature

Il caffè Stenophylla è stato riscoperto solo recentemente (nel 2018), anche se prima la sua coltivazione era molto diffusa nell’Africa settentrionale, in particolare in Guinea, Costa d’Avorio e Sierra Leone. Questa specie cresce in modo spontaneo nelle zone calde, anche a bassa quota, può essere coltivata in condizioni climatiche simili alla Robusta, ma con una temperatura media annuale più elevata; inoltre, sembra che questa pianta sia in grado di resistere anche alla siccità. Queste caratteristiche sono necessarie per poter modificare la produzione del caffè e adattarla ai cambiamenti climatici che avranno luogo nei prossimi anni.

Fonte: Nature / Select Science

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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