©Campanha Bosques da Memória/Facebook

Boschi della Memoria in Brasile: 200 mila alberi per 200 mila vittime del COVID-19

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Un grande progetto con un triplice scopo: onorare la memoria delle vittime della pandemia, ringraziare i professionisti sanitari e preservare gli ecosistemi degradati dalla deforestazione. 

In Brasile finora hanno perso la vita più di 210 mila persone a causa del COVID-19. Oltre alla crisi sanitaria, il paese deve fare fronte all’aumento del tasso di deforestazione, solo nell’ultimo anno sono spariti più di 11mila km2 di Amazzonia. Davanti a questa drammatica situazione, è nato il progetto Boschi della Memoria, che combatte nella direzione opposta con l’obiettivo di aiutare l’ambiente onorando la memoria delle vittime della pandemia.

Da dicembre, le famiglie in lutto e diverse organizzazioni, con il sostegno della Riserva della Biosfera della Foresta Atlantica e del Patto per il ripristino della Foresta Atlantica, hanno iniziato a piantare degli alberi per onorare la memoria dei loro cari e ringraziare il personale del sistema sanitario sostenendo la lotta alla deforestazione. L’obiettivo è quello di piantare entro il 5 giugno, la Giornata mondiale dell’ambiente, 200 mila alberi in memoria delle vite perse a causa del COVID-19 in Brasile.

“Molte delle famiglie che sostengono il progetto non hanno nemmeno avuto l’opportunità di seppellire i propri cari. Attraverso il gesto di piantare un albero, i parenti depositano molto del loro amore e nostalgia”, spiega Luis Paulo Ferraz, uno dei coordinatori del progetto.

“Un albero per me è simbolo dell’eternità. Il nome di mia figlia è inciso qui, so che tornerò e lo vedrò crescere”, confessa tra le lacrime José Oliveira Costa che ha perso sua figlia Evandra di 44 anni, morta di covid-19 a novembre.

La campagna Boschi della Memoria, oltre a cercare di trasformare questo momento di tristezza e devastazione in speranza, segna anche l’inizio del decennio di ripristino dell’ecosistema 2021-2030 dichiarato dall’ONU.

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
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