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Dagli squali al drago di Komodo: a rischio quasi un terzo delle specie di animali e piante valutati dall’IUCN

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In occasione del congresso internazionale organizzato dall’IUCN, aggiornata la lista degli animali a rischio di estinzione: la situazione è molto critica, non c’è più tempo per restare a guardare. Un milione di specie sono sull’orlo dell’estinzione

Si sta svolgendo in questi giorni a Marsiglia (Francia) il panel organizzato dall’Unione internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) per fare il punto sulla natura e la biodiversità. Secondo l’ultimo aggiornamento della red list delle specie di animali selvatici a rischio di estinzione, più di un terzo delle specie di squali (due su cinque) è minacciato da pesca intensiva, inquinamento delle acque, innalzamento del livello dei mari e riscaldamento del clima: più del 37% delle 1.200 specie di squali osservate dall’associazione sono etichettate ora come ‘vulnerabile’, ‘a rischio’ o ‘pericolosamente a rischio’. Migliaia di esemplari vengono uccisi ogni anno per la loro carne (consumate annualmente più di 800.000 tonnellate di carne di squalo).

Oltre agli squali un’altra specie, fortemente minacciata di estinguersi, è passata nella red list dell’IUCN: si tratta del drago di Komodo – la più grande specie di lucertola al mondo. È un animale che attualmente si trova solo in Indonesia e che sta subendo i danni della crisi climatica: l’innalzamento delle temperature, infatti, sta restringendo sempre più il suo già limitato habitat, e si stima una diminuzione di un ulteriore 30% nei prossimi 45 anni.

Non solo animali: quasi un terzo delle specie di piante selvatiche è sotto la lente degli scienziati per il rischio che possa sparire per sempre dal nostro pianeta. Un disastro incalcolabile per la nostra biodiversità, come conferma anche questo studio condotto dalla Botanic Gardens Conservation International (BGCI).

Non possiamo più restare impotenti di fronte ai terribili disastri ambientali che leggiamo tutti i giorni sui titoli dei giornali: alluvioni, carestie, siccità – denuncia indignato l’attore statunitense Harrison Ford, intervenuto al panel. – La terra ha insostituibili ecosistemi ricchi di biodiversità: se riuscissimo a proteggere anche solo una piccola parte delle foreste tropicali, dei boschi, delle praterie, potremmo proteggere la nostra natura selvatica, la nostra aria, la nostra acqua, il nostro clima. Vogliamo mettere in campo soluzioni perfette, politiche perfette, ma non c’è più tempo: dobbiamo muoverci ora, subito, fare qualcosa nell’immediato prima che sia troppo tardi.

Per fortuna, arriva anche qualche notizia incoraggiante dall’osservazione dello stato di salute delle specie marine. Il contrasto alla pesca illegale sta dando i suoi buoni risultati, facendo emergere più numerose delle specie finora considerate ‘gravemente a rischio’, come il tonno pinna blu: la carne di questo animale viene utilizzata per l’alimentazione umana (soprattutto per la preparazione del sushi) e un solo esemplare può arrivare a costare anche migliaia di dollari. Anche se alcune regioni un tempo popolate da questo pesce rimangono ancora prive di questo animale, il rischio per la specie è passato da ‘grave’ a ‘moderato’. Anche il tonno rosso australe è passato dall’essere ‘a grave rischio di estinzione’ ad un ‘rischio medio’, mentre l’alalunga (tonno bianco) è passato a un ‘rischio moderato’.

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Fonte: IUCN CongressYouTube

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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