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Scoperti misteriosi batteri che sanno assorbire petrolio e diesel sversati in mare

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Scoperti dei batteri che naturalmente riescono a biodegradare i combustibili fossili che finiscono negli oceani per colpa degli sversamenti: si apre una nuova frontiera per la tutela e la pulizia dei mari.

I ricercatori dell’American Society for Microbiology hanno scoperto dei batteri marini nelle gelide acque dell’Arcipelago artico canadese in grado di biodegradare combustibili come petrolio e diesel. La sequenza genomica di alcuni microrganismi ha rivelato un inaspettato potenziale per il biorisanamento dell’ambiente marino – soprattutto nei batteri ParaperlucidibacaCycloclasticus, e Zhongshania. Questo potrebbe rappresentare la svolta nella salvaguardia degli oceani in risposta agli sversamenti di combustibili nelle acque.

Lo studio conferma che offrire elementi nutritivi a questi microrganismo può migliorare la capacità dei batteri di ‘biodegradare’ sostanze combustibili a basse temperature – spiega Casey Hubert, fra gli autori dello studio. – Le acque perennemente fredde dell’Oceano Artico vedono aumentare sempre più le attività industriali legate al commercio marittimo e al trasporto di petrolio e diesel via mare.

Lo studio è stato condotto nelle fredde acque di fronte alla penisola del Labrador (Oceano Atlantico). Lì la tutela dell’ecosistema marino è particolarmente importante anche per le popolazioni indigene, che traggono il loro sostentamento proprio dall’oceano. Gli scienziati hanno simulato gli effetti di uno sversamento di combustibile nell’acqua di mare all’interno di alcune bottiglie, combinando la fanghiglia dei fondali con acqua di mare artificiale e aggiungendovi petrolio grezzo o diesel.

(Leggi anche Inquinamento oceani: nel 2050 ci sarà più plastica che pesci)

Gli esperimenti sono stati condotti a 4°C, approssimativamente la temperatura del Mare del Labrador e hanno richiesto alcune settimane: queste simulazioni hanno dimostrato che i batteri che biodegradano i combustibili fossili, presenti naturalmente nell’oceano, rappresentano la prima risposta della natura agli sversamenti di combustibili nelle acque oceaniche.

Con la crisi climatica che rende sempre più estesi I periodi senza ghiaccio nella calotta artica e l’aumento delle attività industriali e commerciali nell’area, è importante comprendere in che modo il microbioma marino dell’Artico può rispondere a un eventuale sversamento di petrolio o diesel in mare – continua ancora Hubert. – Questo è particolarmente importante perché salvare una regione tanto vasta, il cui risanamento potrebbe rivelarsi complicato e lento.

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Fonte: Applied and Environmental Microbiology / American Society for Microbiology

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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