Come ripristinare le barriere coralline con il …giardinaggio!

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Ripristinare le barriere coralline? È possibile! Una buona notizia arriva da Miami, dove un team di scienziati è riuscito a far rinascere alcune popolazioni di coralli, piantandone alcuni frammenti in laboratorio.

Anche se prevenirne la morte è sicuramente la strada da percorrere, riuscire anche a riportare in vita la barriera corallina fa ben sperare.

La ricerca, condotta da scienziati della Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science dell’Università di Miami (UM), ha importanti implicazioni per la sopravvivenza a lungo termine delle barriere coralline di tutto il mondo, che sono in declino per varie cause, legate ai cambiamenti climatici e all’inquinamento dei mari.

Per lo studio, i ricercatori hanno deciso di documentare il processo di recupero dei coralli durante i primi due anni in diversi siti, localizzati tra la Florida e Puerto Rico. I risultati hanno dimostrato che i metodi di restauro attuali non avevano causano danni alle colonie donatrici, pur avendo rimosso una minima parte del corallo per generarne altro. Secondo gli scienziati, una volta “istruiti”, i coralli in laboratorio si comportavano proprio come le colonie presenti in natura.

Migliaia di coralli sono raccolti in laboratori e vengono piantati ogni anno sulle rocce. Questo studio è il primo a raccogliere i dati sulla sopravvivenza e sulla produttività delle tecniche di recupero su scala regionale.

Le popolazioni del corallo di Staghorn sono diminuite del 90% nei Caraibi dagli anni Ottanta a oggi. Per questo, la specie è considerata a rischio negli Usa.

coralli miami

Purtroppo, le barriere coralline stanno diminuendo a un tasso allarmante e i programmi di recupero potrebbero essere un valido aiuto per i piani di conservazione e gestione.

Oltre a essere un enorme patrimonio in termini di biodiversità, le barriere coralline hanno un incalcolabile valore economico, sono cibo per le altre specie oceaniche e offrono protezione contro i pericoli naturali, come gli uragani.

“Il nostro studio ha dimostrato che i metodi di restauro attuali sono molto efficaci” ha detto Stephen Schopmeyer, autore principale dello studio. “Le barriere coralline sono fondamentali per la nostra vita quotidiana e il riuscito restauro del corallo è uno strumento di recupero per le risorse costiere”.

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Un’arma in più che può aiutare, ma che deve essere certamente accompagnata da azioni volte a prevenire la distruzione delle barriere coralline di tutto il mondo.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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