Non solo alveari, anche le api solitarie sono estremamente socievoli (ma le stiamo perdendo)

Che le api mellifere svolgano un ruolo fondamentale per l’ambiente e per l’uomo è ormai risaputo. Le api da miele sono infatti essenziali per impollinare fiori selvatici e nelle coltivazioni, permettendo la riproduzione delle specie vegetali che si affidano all’impollinazione entomofila.

Poiché le api risultano fortemente minacciate dalle attività umane, in particolare dall’uso di pesticidi e dalla monocoltura, l’attenzione verso questi importanti insetti è in forte aumento. Fino ad oggi, però, gli scienziati si sono concentrati soprattutto sulle api mellifere che vivono in comunità negli alveari, ma in natura non esistono solo api da miele: la maggior parte delle oltre 20mila specie di api sono infatti solitarie e rappresentano una grande risorsa naturale da considerare nella pianificazione del paesaggio.

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I ricercatori dell’Univesità di Padova, insieme a quelli della Queen Mary University of London e della University of Oulu, in Finlandia, hanno condotto uno studio per comprendere per comprendere meglio le api solitarie e, in particolare, le loro interazioni con altre specie di ipollinatori.

Lo studio, da poco pubblicato sulla rivista Animal Biology, ha rivelato un’inaspettata socialità delle api solitarie.
Sebbene questa specie non abbia una vita sociale è risultata molto attenta alle informazioni ambientali, soprattutto alle attività di altre specie nello stesso ecosistema.

“La maggior parte degli studi sulle api riguarda le specie sociali che vivono in alveare, dove risiede una regina assieme alle operaie Ciò non ancora conosciuto è che la maggior parte delle specie di api selvatiche sono solitarie, cioè “madri single” in cui ogni individuo femmina costruisce il proprio nido, oltre ad essere tra le principali specie di impollinatori.
Nonostante le specie di api solitarie si prendono cura del proprio nido, risulta interessante il fatto che tali nidi si trovano in aggregazioni, spesso da più specie di api diverse che risiedono in stretta vicinanza l’una con l’altra” ha spiegato il dott. Elia Gatto, ricercatore del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova.

Inoltre, prima di costruire il nido, le api solitarie ispezionano con cura il luogo e hanno dimostrato una straordinaria intelligenza nel fare le proprie valutazioni.
I ricercatori hanno infatti scoperto che le api solitarie sono anche capaci di ricordare l’associazione tra eventuali simboli presenti nei pressi dei nidi e lo stato del nido stesso, riuscendo a collegare un simbolo alla presenza di parassiti.

“Nel nostro studio scopriamo che prima di scegliere dove costruire il proprio nido, queste api ispezionano attentamente altri nidi alla ricerca di indizi che segnalano la presenza di parassiti, per assicurarsi che la loro stessa covata non cadrà preda di questi parassiti.
Se le api notano tali segni, tendono a stabilire i propri siti di nidificazione più lontano. Dall’altra parte, se la zona sembra essere sicura, queste tendono a costruiscono i nidi accanto”, ha concluso Gatto.

Secondo i ricercatori, i risultati di questo nuovo lavoro dovrebbero far riflettere sull’importanza di questa specie che, nonostante sia ancora poco studiata, ha già dimostrato di offrire un contributo essenziale per noi e per l’ambiente in cui viviamo.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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