Api, bombi e insetti impollinatori sempre più a rischio: UE verso la riduzione delle tutele?

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Le attuali politiche europee non stanno facendo abbastanza per proteggere api, bombi e api selvatiche sempre più in declino per colpa dei pesticidi. E gli Stati membri premono per ridurre ulteriormente le tutele. A stabilirlo, in un rapporto, è la Corte dei conti europea secondo cui, appunto, le leggi sono insufficienti per salvaguardare gli impollinatori.

Nei giorni scorsi, una riunione permanente del comitato sui prodotti fitofarmaceutici si è riunita per discutere del Bee Guidance Document, un documento del 2013 che dovrebbe proteggere gli impollinatori, ma il cui testo non è stato mai approvato dagli Stati membri dell’Unione europea che anzi, al contrario, cercano in tutti i modi di bypassare e affossare il tutto.

Stando alle indiscrezioni l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) avrebbe offerto agli Stati membri quattro opzioni sul futuro del documento per proteggere gli impollinatori, ma tutte andrebbero verso l’annullamento del Bee Guidance Document.

La Commissione europea stima che quasi 15 miliardi di euro di produzione agricola annuale dell’UE siano attribuiti a impollinatori come api, vespe, farfalle, falene e scarafaggi. Tuttavia, il loro numero è in calo da anni. Delle cause, noi ne parliamo da tempo: pesticidi, perdita di habitat, inquinamento, pratiche di gestione agricola intensiva, cambiamenti climatici e specie esotiche invasive. Un mix letale soprattutto per le api, gli insetti più importanti del Pianeta.

“Gli impollinatori svolgono un ruolo essenziale nella riproduzione delle piante e nelle funzioni dell’ecosistema e il loro declino dovrebbe essere visto come una grave minaccia per il nostro ambiente, l’agricoltura e la fornitura di cibo di qualità”, ha affermato Samo Jereb, membro del team incaricato della revisione del rapporto.”Le iniziative dell’UE finora intraprese per proteggere gli impollinatori selvatici sono state purtroppo troppo deboli per dare frutti”, ha aggiunto.

I revisori hanno sottolineato che le linee guida del 2018 non hanno portato a grandi cambiamenti nelle politiche chiave perché non hanno istituito un quadro giuridico o fondi specifici per la protezione degli impollinatori. Inoltre, la relazione indica che solo 22 dei 5065 progetti finanziati per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE) nel periodo 1992-2018 miravano specificamente ad affrontare il declino di questi insetti.

Secondo Martin Dermine, responsabile della politica ambientale presso la PAN Europe il rapporto conferma “l’atteggiamento schizofrenico” già mostrato dalla Commissione su questo tema.

“Da un lato, milioni di euro vengono spesi per aiutare gli agricoltori a piantare fiori o ripiantare le siepi lungo i loro campi per aiutare a ripristinare la biodiversità, dall’altro, miliardi sono spesi nella PAC per sostenere l’agricoltura intensiva – che è la causa principale del massiccio declino delle popolazioni di api”, ha detto Dermine.

L’associazione BeeLife ha dichiarato che la PAC, che è attualmente in fase di riforma, può essere modellata in modo diverso cosicché, l’agricoltura europea possa sia proteggere che beneficiare degli impollinatori.

Che ci siano lacune giuridiche nella legislazione europea in materia di pesticidi non è certo una novità. Per i revisori ci sono ‘valutazioni del rischio basate su orientamenti obsoleti e scarsamente allineati ai requisiti legali e alle più recenti conoscenze scientifiche’.

Di conseguenza, gli Stati membri continuano a concedere autorizzazioni di emergenza per i pesticidi vietati che sono dannosi per gli impollinatori e per l’uomo. Ricordiamo che tra il 2013 e il 2019, gli Stati membri hanno concesso circa 206 autorizzazioni di emergenza per l’uso di tre neonicotinoidi – imidacloprid, thiamethoxam e clothianidin – anche se il loro uso è stato limitato nel 2013 e vietato per l’uso all’aperto nel 2018.

Nel 2018, la commissione ha dovuto chiedere a Bulgaria, Ungheria, Lituania e Romania di interrompere la concessione delle autorizzazioni per questi tre neonicotinoidi, adesso mira a ridurre del 50% l’uso di pesticidi chimici e a ridurre i fertilizzanti del 20% entro il 2030. Ma per adesso, gli impollinatori sono sempre più a rischio.

Fonte: Protection of wild pollinators in the EU/ Corte dei conti europea

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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