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Straordinari alberi: nelle antiche querce si nasconde il segreto della vita

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In Inghilterra si trovano le querce più antiche di Europa, molte delle quali hanno anche 800 anni. In particolare, il Richmond Park di Londra ospita meravigliosi alberi ormai morti, che vengono considerati un patrimonio naturale inestimabile in quanto continuano ad essere custodi della vita. Le loro cavità e i loro vecchi rami, infatti, non sono soltanto estremamente affascinanti, ma si sono trasformati in tane e rifugi per tantissimi animali, tra cui uccelli e scoiattoli, ma anche centinaia di invertebrati. 

“Un gesto così piccolo come raccogliere un pezzo di legno morto può distruggere un habitat che si è sviluppato nel corso degli anni. È una questione davvero delicata” spiega Peter Lawrence, responsabile del progetto Mission: Invertebrate. 

L’abbondanza di antichissimi alberi, ormai morti, interessa da tempo gli ecologisti inglesi e a partire dagli anni ’90 i guardiani del Richmond Park hanno deciso di lasciare i rami e le vecchie cortecce sul terreno per tutelare la biodiversità dell’area. Se in un primo momento non sono mancate le polemiche sollevate dai cittadini che consideravano il parco troppo trascurato, adesso i visitatori si sono abituati a passeggiare e correre tra rami e cortecce di vecchi alberi. 

Così le antiche querce si trasformano in habitat per numerose specie 

Il Richmond Park conta migliaia di alberi, tra cui 320 querce che hanno più di 400 anni. Quando questi alberi iniziano a rappresentare un rischio per la sicurezza, non vengono abbattuti, ma protetti da recenti temporanei. Non è raro notare pappagalli, gufi, pipistrelli e altri animali selvatici fare a gara per accaparrarsi la cavità dei vecchi alberi più “confortevole”. 

albero gufo

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Ma al di là della presenza di questi animali, lo stesso legno in sé è ricchissimo di vita: all’interno del legno marcio degli alberi possono nascondersi anche circa 280 invertebrati e al Richmond Park vivono centinaia di specie di coleotteri, tra cui lo scarabeo cardinale e il cervo volante.

In gran parte del Regno Unito, però il legno degli alberi morti viene rimosso per rendere i parchi più “in ordine” e in questa maniera è la biodiversità a farne le spese. “Per apprezzare le diverse forme di legno morto, non bisogna considerarlo nocivo o pericoloso perché contiene molta vita” fa notare il naturalista Steven Falk.

“Abbiamo un problema sulla percezione del bosco” – spiega Emma Gilmartin, consulente esperta in conservazione presso il Woodland Trust, ente che si occupa del patrimonio boschivo del Regno Unito. – “Per molte persone è un ambiente piuttosto buio e ombroso e alcune specie hanno bisogno di quelle zone ombrose. Ma gli alberi antichi sono rifugi per altre specie che richiedono anche molta luce. I fiori dipendono davvero dalla luce: per ottenere più polline e nettare, abbiamo bisogno di spazi aperti all’interno dei boschi “.

Dello stesso parere è anche Simon Richards, gestore del Richmond Park:

“Le persone sono riluttanti ad accettare il concetto di morte, vogliamo vivere per sempre. Quindi, quando vediamo un vecchio albero o un albero morto abbiamo la sensazione di aver fallito. Ma è solo un processo naturale: non è vivo, è morto, si è evoluto e il suo habitat si è evoluto e continua a rinnovarsi”.

Insomma, non chiamiamola natura morta!

Fonte: Mission Invertebrate/Woodland Trust

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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