yarsagumba - fonte foto: nepl.com.np

La richiesta insaziabile di Yarsagumba, conosciuto come "Viagra Himalayano", potrebbe provocare un vero e proprio danno ecologico nelle regioni in cui tale fungo dagli effetti afrodisiaci è attualmente reperibile. In Cina e Nepal vengono attribuite a tale fungo proprietà benefiche per l'organismo, in particolare dal punto di vista sessuale, tante che per quanto riguarda lo Yarsagumba si parla di viagra naturale.

Il suo valore economico risulterebbe molto elevato e la sua raccolta, che avviene a 5000 metri di altitudine, dove le spore del fungo afrodisiaco si riproducono, costituisce in alcuni casi l'unica fonte di sostentamento per gli abitanti del Nepal e del Tibet, sebbene secondo quanto riportato dalla CNN, il ricavato annuo per i raccoglitori di Yarsagumba sull'Himalaya giunga ad essere pari a soli 283 dollari.

Il prezzo di vendita del viagra naturale può però toccare cifre esorbitanti una volta giunto in Tibet o a Shanghai, con punte che vanno dai 13 mila ai 26 mila dollari. In Cina esso avrebbe il potenziale di poter essere venduto anche a 100 dollari al grammo, assumendo un valore anche maggiore a quello dell'oro.

Ciò che gli esperti temono, come emerge da un articolo pubblicato di recente tra le pagine della rivista scientifica "Nature", è che la folle corsa alla raccolta del viagra naturale possa provocarne rapidamente l'estinzione. Il fungo afrodisiaco sarebbe richiesto particolarmente in Cina, non soltanto per via delle proprietà curative e afrodisiache, ma anche poiché esso è considerato come un simbolo di ricchezza e di potere.

Il business vero e proprio nato attorno al fungo afrodisiaco Yarsagumba rischia di provocare la scomparsa di un elemento naturale che è parte integrante dell'ecosistema della zona dell'Himalaya di cui esso è originario, con particolare riferimento alla regione del massiccio dell'Annapurna, in Nepal, i cui abitanti sono intervenuti per difendere con la forza il proprio territorio dai cercatori del fungo miracoloso.

A parere di Liu Xingzhong, micologo del Chinese Academy of Sciences' Institute of Microbiology di Pechino, a causa della carenza di regolamenti che proteggono il fungo afrodisiaco, vi è il rischio che esso venga raccolto in continuazione, tanto da raggiungere l'estinzione, un avvenimento che risulterebbe disastroso per il fragile equilibro dell'ecosistema della regione himalayana.

Marta Albè

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