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Le api sono in pericolo. E l'Ue invita gli Stati membri a correre ai ripari al fine di bloccare la strage delle api, che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla produzione di cibo in Europa, sugli ecosistemi e sulla stabilità ambientale. Per questo ieri, il Parlamento Europeo ha invitato la Commissione, nell'ambito del prossimo quadro finanziario, ad aumentare il livello di sostegno a favore della ricerca proprio riguardo alla salute delle api.

Ieri, è stata infatti votata una risoluzione in cui si richiede all'Ue di adottare diverse soluzioni per far fronte al problema della moria, aumentando gli investimenti nella ricerca di nuovi farmaci contro i parassiti che attaccano tali preziosi insetti e di coordinare gli sforzi a livello comunitario per proteggere le api, il cui numero diminuisce rapidamente, avvicinandosi al rischio di estinzione. O ancora istitiendo adeguati sistemi nazionali di sorveglianza, in stretta collaborazione con le associazioni apicole, in grado di elaborare norme a livello dell'Ue.

Necessaria anche secondo la risoluzione, la necessità di un'identificazione e di una registrazione uniformi degli alveari a livello nazionale, con una revisione e un aggiornamento a cadenza annuale.

"L'impollinazione, un pubblico beneficio per tutta l'agricoltura europea, può essere preservata soltanto con un'azione comune di tutti gli Stati membri" ha sottolineato l'autore della risoluzione, approvata con 534 voti a favore, 16 contrari e 92 astensioni, Csaba Sándor Tabajdi. Ed ecco in dettaglio i principali punti da considerare per salvaguardare le api.

Migliore accesso a nuove medicine. In primo luogo, la Commissione ha richiesto la semplificazione delle regole per autorizzare e rendere disponibili i prodotti veterinari destinati alle api da miele. A tal fine, le compagnie farmaceutiche dovrebbero ricevere incentivi per sviluppare nuovi farmaci in gradi di sconfiggere uno dei peggiori nemici delle apri, l'acaro Varroa, che da solo provoca il 10% delle perdite annuali.

Aumentare il controllo sulle malattie. Alto fattore che sta mettendo a rischio le api è la presenza di agenti tossici nell'ambiente, primi tra tutti i pesticidi. In questo caso, il Parlamento dovrebbe sostenere programmi speciali di formazione, indirizzati agli allevatori, al fine di informarli sugli effetti di tali prodotti e sulle alternative in commercio, che possano salvaguardare la salute delle api.

Monitorare le importazioni. La Commissione europea dovrebbe monitorare lo sviluppo della salute degli animali in paesi terzi, richiedendo gli stessi requisiti restrittivi sulla salute degli animali. Al tempo stesso, dovrebbe mettere in atto un sistema per monitorare i prodotti importati in modo tale da evitare di introdurre nel proprio mercato le malattie esotiche delle api. Secondo le cifre fornite ieri, infatti, l'84% delle specie di piante e il 76% della produzione di cibo in Europa dipende proprio dall'impollinazione fatta dalle api. La loro perdita costituirebbe per questo un rischio grossissimo, se si considera che ul settore dell'apicoltura è fonte di reddito, diretto o indiretto, per oltre 600mila cittadini europei.

Ultimo ma non per importanza, il Parlamento ha richiesto anche alla Commissione di svolgere ricerche sui possibili effetti negativi delle coltivazioni Ogm sulla salute delle api da miele. Che gli organismi geneticamente modificati abbiano danneggiato questi preziossimi insetti?

Non è un'ipotesi del tutto improbabile. La scorsa primavera Coldiretti punto il dito proprio contro il mais ogm. Proprio loro, probabilmente a mettere il carico sulla diminuzione del numero delle api, preziose per l'ambiente, ma anche per l'economia e per l'intero comparto agricolo.

Francesca Mancuso

Leggi qui il testo integrale della risoluzione

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