caccia_emendamento

È possibile presentare un emendamento alla legge sui parchi per aprire la caccia tutto l'anno, dentro e fuori da quei parchi? Ebbene sì, in Italia succede. L'emendamento è stato presentato dal Senatore del terzo polo Claudio Molinari alla riforma sulle aree protette 394/91 e, con la scusa del “controllo della fauna selvatica”, prevede la possibilità di sparare in qualsiasi zona del territorio nazionale, dai parchi alle città, a ridosso delle case e degli agriturismo, all’interno dei terreni recintati e in quelli dove la caccia è vietata per la specialità delle coltivazioni.

L’emendamento di Molinari, che richiede la modifica dell'articolo 19 sul controllo faunistico, si presenta, quindi, come una vera e propria deregulation venatoria che spiana la strada ai predoni della fauna selvatica, contribuendo ad aumentare in maniera esponenziale anche il rischio per le attività umane. E fa infuriare le associazioni ambientaliste.

Non ci sono parole per definire questo violento attacco perpetrato dal partito di “caccia selvaggia – commenta Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore caccia e fauna selvatica della LAVmai prima d’ora i cacciatori e i politici che in cambio di qualche voto si fanno loro portavoce, si erano spinti così avanti in una prospettiva ammazza-tutto”. “Confidiamo che il Senatore Molinari -conclude Vitturi-sia stato colto da un momento di debolezza quando si è prestato al gioco dei cacciatori ora è necessario che si renda conto della gravità del suo atto e che quindi ritiri subito l’emendamento incriminato. Gli animali selvatici cadono a milioni sotto il fuoco dei cacciatori, non c’è alcun bisogno di incrementare ulteriormente il numero di vittime innocenti”.

Di tutt’altro avviso gli agricoltori e la Coldiretti che invertono la questione, spiegando che attualmente ad essere in pericolo è la sicurezza nelle aree rurali e periurbane, con gli animali selvatici come i cinghiali che invadono sempre più spesso campi coltivati. Si tratta di un fatto di sicurezza per le persone, per la vita nelle campagne, per gli amanti dei boschi. La Coldiretti non trascura, poi, l’aspetto economico del problema: “oltre ai pericoli per le persone, la moltiplicazione degli animali selvatici sta provocando gravi perdite economiche con i danni causati dalla fauna selvatica che - conclude Coldiretti –hanno superato in Italia i 70 milioni di Euro all'anno stimati da un rapporto Eurispes”.

Insomma, questione di punti di vista…

Se per Coldiretti è una questione di danni e di sicurezza per le persone, per le Associazioni Ambientaliste si tratta semplicemente di un tipico caso di “illusionismo normativo”, al quale la nostra politica ci ha già abituati da tempo, come quando alcuni anni fa inserì nella legge finanziaria la possibilità di sparare ai Caprioli per tutto l’anno.

Insomma, l’emendamento Molinari ha scatenato un vero e proprio putiferio ancor prima di essere discusso. Come era ovvio che fosse. Perché la moltiplicazione degli animali selvatici è un problema, questo è vero, che va però risolto con strumenti e soluzioni adeguate, di certo non con un emendamento “sterminafauna” che non sembra altro che un escamotage per favorire la potente lobby dei cacciatori.

Roberta Ragni

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