terremoto_giappone_prima_dopo

Secondo Wikipedia:Matsushima è una arcipelago di 260 isole, nel distretto di Miyagi. È nota per Matsushima Bay, una delle 'Three Views of Japan', e per il tempio Zen di Zuigan-ji”. Quanto a Sendai, che contava oltre un milione di abitanti, ad ovest era possibile ammirare una serie di meraviglie naturali. Dalle cascate di Akiu Otaki (fra le maggiori del Giappone) alle gole Rairai, celebrate per gli accesi colori autunnali. Altrettanto famosa, per la fioritura dei sakura (i fiori di ciliegio) è l'area di Sakunami. Una vegetazione e una vita ancora regolata dai cicli della natura.

Ecco come si presentava la parte più popolata, e più nota, dell'arcipelago di Matsushima Kaigan, la parte che contribuiva a formare l'area nord orientale del Giappone. Una miriade di piccole isole, 260 in tutto, al largo delle coste nord orientali.

Di tutto questo, di tutte le meraviglie naturali, delle testimonianze di un mondo antichissimo, di una religione ancora intatta, e che costituivano una contrapposizione dal mondo ipertecnologico distante poche decine di chilometri, da venerdì il terremoto – tsunami non ha lasciato che silenzio.

Natori_Yagawahama_Before-After

Silenzio e vuoto. Silenzio e fango, poco distinguibile dalle acque secondo le immagini che vengono divulgate da Google, che, per offrire un aiuto in più ai soccorritori i quali, in questi giorni, lavorano senza sosta, ha iniziato un aggiornamento dei dati di Google Earth.

In questo modo, i soccorsi, attraverso un'operazione di confronto fra le immagini pre e post terremoto, saranno in grado di farsi un'idea delle reali condizioni nelle quali si trovano le aree colpite e potranno operare in modo più efficace possibile.

Purtroppo, ciò che è possibile osservare, nel mare di fango e di nulla, è la testimonianza reale degli effetti del terremoto – tsunami. L'arcipelago principale, Matsushima, risulta isolato da venerdì, insieme ai laboratori marini dell'Università di Tuhoku. Sommerse la penisola di Ojika e le isole diOshima e Fukura.

Nella zona di Sendai, le immagini del satellite mostrano un intero tratto di costa è sommerso dall'acqua.

166 mila persone abitano a Ishinomaki, il centro principale dell'isola di Miyato. La città risulta distrutta a metà: non si hanno notizie degli abitanti. L'economia portuale della regione, fondata in buona parte sulla pesca, è in ginocchio: migliaia di imbarcazioni sono andate distrutte e affondate, insieme ai porti e agli approdi.

Di più: dall'isola di Kinkazan, gli abitanti e i pescatori non riescono più a trovare decine di piccole isole, rimaste sommerse dal mare. L'opera di questi pezzetti di terra affioranti è stata preziosa: hanno operato da dighe naturali, impedendo che la catastrofe potesse essere ancora più tragica; e si sono condannate alla sparizione dalla faccia della Terra.

Solo con il tempo ci si renderà conto realmente di ciò che è accaduto: un'intera regione del Giappone non esiste più. È come se, in Italia, nello spazio di tre minuti venisse spazzato via l'arcipelago delle Eolie; o le isole del Golfo di Napoli da un momento all'altro non esistessero più.

Ma ora è tempo di continuare a rimboccarsi le maniche e ricostruire. Ciò che è stato perduto per sempre, resterà gelosamente custodito dal mare.

Piergiorgio Pescarolo

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