Fermare Green Hill, l’allevamento- bunker di beagle; la mobilitazione si sposta sul web

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Un solo grido, un solo allarme: Fermare Green Hill! Va avanti ormai da mesi e continua in modo sempre più partecipativo e vigoroso la protesta contro l’allevamento- bunker bresciano, chiamato Green Hill, in cui gli animali vengono allevati per poi essere inviati nei laboratori di tutto il mondo, dove vengono vivisezionati per esperimenti scientifici di vario tipo.

Green Hill – a dispetto del suo nome che evoca distese bucoliche in cui gli animali possono vivere in tutta tranquillità – è un azienda che si trova a Montichiari, in provincia di Brescia, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Da qui ogni mese partono più di 250 cani destinati ai laboratori di ricerca, dove vengono messi sui tavoli operatori per essere analizzati dalle mani dei vivisettori: una pratica che causa loro prima terribili sofferenze e poi la morte.

E negli ultimi tempi, la Green Hill ha avuto anche un incremento di lavoro – e quindi del numero di cani – in seguito alla chiusura di un’altra azienda simile, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, che ospitava ugualmente cani beagle destinati all’esportazione verso i laboratori.

All’interno dei cinque capannoni della Green Hill, ci sono attualmente oltre 2500 cani adulti, cui si aggiungono le varie cucciolate. Un luogo dove gli animali sono rinchiusi senza la possibilità di muoversi, senza luce o aria naturale, dove il sistema di illuminazione e areazione delle piccole gabbie è artificiale. E la situazione peggiora se pensiamo che questo è il luogo che ospita questi animali prima di essere caricati sui furgoni che li spediscono nei laboratori dell’orrore.


Per fermare questo scempio, la LAV è scesa in piazza già lo scorso 6 novembre, chiedendo la chiusura di questi bunker, e oggi si unisce all’iniziativa del comitato Fermare Green Hill, che ha lanciato un nuovo appello, chiedendo a tutti i cittadini di inviare una lettera di dissenso, fornita proprio dall’associazione e disponibile anche sul sito, alla ASL della Lombardia, per chiedere ufficialmente la chiusura di questi allevamenti.

Della questione, si sta occupando anche Striscia la Notizia, che sta raccogliendo le adesioni e le firme anche su Facebook.

 

Verdiana Amorosi

Questa la lettera da copiare e inviare alla ASL della Regione Lombardia

Spett.le ASL Regionale Lombarda,
Scrivo questa lettera riguardo l’allevamento di cani beagle Green Hill di Montichiari (BS), il più grande allevamento di “cani da laboratorio” in Italia, uno dei principali in Europa.
Sono a conoscenza della lettera pervenuta alla Regione Lombardia da parte del Ministero della Salute in merito all’immediata richiesta di applicazione della Legge Regionale 16/2006 ed il suo conseguente regolamento di attuazione numero 2 del 5 maggio 2008, il quale prevede per chi alleva o custodisce cani un numero massimo di 200 animali. Anche se Green Hill ha un’autorizzazione del Ministero della Salute e deve operare sotto le direttive della legge 116, che norma la vivisezione in Italia, mi sembra evidente che debba anche operare sotto le direttive regionali in merito all’allevamento e la detenzione dei cani.
Sono a conoscenza del fatto che la Regione conferisce a Voi la gestione dei tempi e modi dell’applicazione della Legge Regionale. Mi sento in dovere di manifestare (così come hanno fatto le circa 10.000 persone a Roma lo scorso 25 settembre) il mio desiderio di vedere chiuso AL PIÙ PRESTO l’allevamento Green Hill.
Come sapete un numero altissimo di cani, ben 2500, sono rinchiusi nei capannoni chiusi di questa azienda, in cui non entrano né aria né luce naturale.
Da questo allevamento centinaia di cani ogni mese finiscono nei laboratori di vivisezione, dove saranno costretti ad inalare o ingerire sostanze chimiche fino alla morte, ad essere sottoposti a chirurgia, operazioni al cervello, paura, dolore. Una fine orrenda in nome del profitto di questa azienda.
In questo momento io, come singolo individuo, assieme a tanti altri, ricordo che i cani rinchiusi dentro Green Hill aspirano prima di tutto ad un desiderio indiscutibile, la libertà e la possibilità di vivere senza finire in un luogo di tortura. Il progetto di ampliamento prevedeva addirittura di costruire nuovi capannoni e arrivare ad avere un numero incredibile di 5.000 cani. Questo progetto è stato rigettato dal Comune di Montichiari, è arrivato ora il momento di chiudere definitivamente questo lager e voi avete la delicata responsabilità di stabilire quando e come. Ribadisco quindi il mio desiderio di vedere chiuso AL PIÙ PRESTO l’allevamento Green Hill. "
Cordiali saluti,
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