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Non tutti sanno che ieri era la “Giornata mondiale contro le mattanze dei delfini in Giappone” per richiamare l'attenzione sul fenomeno molto diffuso nel Paese del Sol Levante che mette a rischio la specie dei delfini e che è salito alle ribalte grazie al documentario vincitore del premio Oscar "The Cove".

L’iniziativa, promossa proprio dalla rete di attivisti che fa capo a Ric O’Barry, l'ex addomesticatore di Flipper a cui si deve il documentario, è stata coordinata in Italia dall’ENPA, l'Ente Nazionale Protezione animali che si è mobilitata contro la barbara e frequente uccisione dei cetacei.

Dalle 11.00 di ieri infatti gli attivisti dell’Enpa si sono radunati a Roma, davanti all’Ambasciata del Giappone per protestare, mentre al “Lettere caffè”, è stato proiettato nel pomeriggio il documentario “The Cove”.

 

Un’iniziativa messa a punto con il supporto di Feltrinelli Real Cinema, che ha pubblicato, in collaborazione con Legambiente, un cofanetto contenente il dvd e il libro di “The Cove”, il film che ha svelato al mondo tutti i retroscena sconosciuti delle mattanze dei delfini, che muoiono nell’indifferenza tra terribili sofferenze.

Un esempio?

I delfini più piccoli vengono acquistati dai mercanti per essere rivenduti ai delfinari di tutto il mondo, dove gli animali vengono privati del cibo e addestrati per gli spettacoli, una condizione che li obbliga a eseguire assurdi esercizi per divertire gli spettatori, spesso ignari delle sofferenze inflitte ai delfini. Quelli che rimangono invece vengono uccisi per finire sulle tavole, nonostante le elevate percentuali di mercurio che la carne di delfino contiene.

Oggi, in tutti i continenti, dall’America all’Africa, dall’Oceania all’Europa passando per l’Asia si manifesta contro le mattanze dei delfini in Giappone – ha dichiarato ieri Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile delle campagne internazionali dell’Enpa - Paese che autorizza ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei.
Siamo qui oggi, insanguinati e “feriti” – ha continuato - per testimoniare il crimine atroce di cui si macchia il Giappone e per pretendere che si fermi”.

L’Enpa, intanto, ha scritto al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, affinché renda noto ufficialmente al governo giapponese la contrarietà dei cittadini Italiani verso questa pratica barbara e contraria a tutti i principi di un Paese civile.

Verdiana Amorosi



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