Stromboli

Stromboli torna a dare spettacolo. Il vulcano delle Eolie il 18 marzo ha dato vita a una serie di esplosioni dalle bocche situate sulla terrazza craterica.

La prima è avvenuta alle 19:27 dalle bocche dell’area centro-sud, durante la quale Stromboli ha emesso abbondante cenere frammista a materiale incandescente e blocchi lavici di grosse dimensioni, ricaduti sia nella zona sommitale che lungo la Sciara del Fuoco.

Un fenomeno spettacolare visto che i prodotti emessi hanno superato un’altezza di 350 m sopra la terrazza craterica, come evidenziato dalle telecamere di videosorveglianza dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Circa 40 secondi dopo la prima esplosione, ha avuto luogo la seconda, questa volta dalle bocche dell’area craterica nord, anche se di minore intensità. In questo caso sono stati emessi cenere e materiale più grossolano (lapilli e bombe) che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 m sopra la bocca.

sciara stromboli2

Foto: Francesca Mancuso

“In ambedue le esplosioni è stata generata una nube di cenere che si è dispersa rapidamente nei quadranti orientali del vulcano. La durata della sequenza è stata complessivamente di 40 secondi circa” spiega l'Ingv.

Stromboli non ci fai mai annoiare. Altre violente esplosioni, simili a quella avvenuta due giorni fa, si sono verificate il 7 marzo scorso ma anche nel 2017, il 26 luglio, 23 ottobre, 1 novembre, 1 dicembre.

stromboli vulcanoFoto: Francesca Mancuso

Cos'hanno di speciale? Queste esplosioni sono più violente di quelle tipiche dell’attività stromboliana ordinaria, durante le quali viene emesso materiale grossolano e cenere, che ricade quasi esclusivamente nella zona sommitale.

“Questi eventi, occasionali e imprevedibili, interrompono bruscamente l’attività stromboliana ordinaria. Fanno comunque parte della fenomenologia vulcanica tipica dell’attività sommitale di Stromboli caratterizzata da esplosioni di variabile energia” prosegue l'Ingv.

Da oltre mille anni Stromboli erutta continuamente, producendo un tipo di attività davvero caratteristica, in cui si susseguono esplosioni intermittenti, con intervalli che vanno da decine di secondi ad alcuni minuti. Esse avvengono dai crateri posti a circa 750 metri di quota vicino la cima del vulcano.

Anche se non si tratta di esplosioni ad alta energia, quest'ultima basta a spingere in area per centinaia di metri del magma incandescente: è la cosiddetta attività stromboliana, nota in tutto il mondo per le sue caratteristiche distintive. Il marchio di fabbrica che ha reso noto il vulcano.

Succede però, in maniera del tutto imprevedibile, che Stromboli produca esplosioni di ancora maggiore entità , caratterizzate da maggiore energia e frequenza. Esse provocano talvolta la ricaduta di bombe vulcaniche, lapilli e frammenti rocciosi anche abbastanza grandi, nella porzione sommitale del vulcano.

Sono le eruzioni parossistiche, ossia quelle violente e improvvise, che spesso eruttano un magma considerato “primitivo” e profondo, che risale tanto rapidamente verso la superficie da non avere il tempo di cristallizzare parzialmente e frazionarsi. Il loro impatto sul territorio è potenzialmente molto pericoloso, perché come spiega l'Ingv i materiali eruttati possono innescare incendi nella vegetazione e raggiungere i centri abitati.

Fortunatamente non si verificano spesso. L'ultima è avvenuta il 15 marzo 2007, prima ancora era accaduto nel 2003.

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Francesca Mancuso

Foto cover (di reportorio)

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