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Durante la catalogazione di un gruppo di specie erbose originarie dell’Australia, un gruppo di ricercatori ha fatto una scoperta decisamente originale: uno dei campioni analizzati aveva il gusto di patatine aromatizzate con sale e aceto!

La scoperta è avvenuta per caso mentre gli scienziati stavano lavorando in laboratorio su una serie di campioni di erbe nel corso di un progetto di ricerca della durata di quattro anni condotto dal dottor PhD Ben Anderson. Durante l'esperimento uno dei biologi dell’University of Western Australia (UWA) si è leccato la mano e ha così assaggiato il sapore di una delle erbe prese a campione. Con grande sorpresa il suo palato ha avvertito un gusto di patatine sale e aceto!

Le erbe trattate dai ricercatori erano tutte del genere Triodia, una famiglia di piante australiane note per la loro durezza e capacità di resistere anche alle peggiori siccità, frequenti nell'arido entroterra del continente rosso. Quella che sa di patatine, a detta dei ricercatori, sarebbe la Triodia scintillans, attualmente inserita in un gruppo di otto specie descritte nella nuova ricerca pubblicata sulla rivista Australian Systematic Botany.

Nel continente australiano si trovano almeno 64 specie di Triodia diverse, anche se i ricercatori ritengono che il numero potrebbe essere ancora più ampio, poiché alcune specie sono nascoste in luoghi di difficile accesso.

Sembra che lo strano aroma dell’erba assaggiata per caso provenga da minuscole gocce di liquido che si trovano sugli arbusti più giovani della pianta. Nel loro studio i ricercatori hanno anche notato che le gocce possono rimanere di consistenza liquida viscosa oppure cristallizzarsi dopo l’essiccazione del campione.

Molte erbe secernono degli zuccheri appiccicosi, proteine e persino del sale dalle piccole superfici presenti sulle loro foglie e i ricercatori ipotizzano che le gocce che si possono individuare sulla Triodia scintillans si comportino nello stesso modo.

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Questa novità riguardo all’erba australiana si aggiunge a quanto già conosciuto dagli indigeni locali che l’hanno utilizzata per molto tempo sfruttandone le proprietà. La resina che fuoriesce dalla pianta per migliaia di anni è stata usata a mo’ di adesivo e ancora oggi è impiegata nella produzione di condom sottili e resistenti.

Francesca Biagioli

Foto: Donna Cuel 

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