Il tonno rosso finisce sui tavoli di Bruxelles, ma più che mangiarne i responsabili dell'Ue ne hanno deciso le sorti. Dopo il No della CITES alla richiesta di tutela del tonno rosso, l'Ue ha deciso oggi l'arresto anticipato della pesca al tonno rosso. Iniziata il 15 maggio scorso, la pesca avrebbe dovuto concludersi il prossimo 15 giugno per Francia, Spagna e Grecia.

In base ai dati raccolti dall'Ansa, dal 15 maggio le tonniere francesi hanno pescato 1.699 tonnellate di tonno rosso, gli spagnoli 803,9 e i greci 60 tonnellate. Tolleranza zero: è questa il clima instaurato dall'Ue.

"La chiusura della pesca con la senna è necessaria per proteggere la limitata riserva di tonni rossi" ha detto un portavoce del commissario europeo alla Pesca Maria Damanaki, parlando riguardo alla tecnica di pesca su larga scala del tonno rosso. "Francia, Grecia e Spagna sono state informate della decisione che entra in vigore dalla mezzanotte di oggi".

E la reazione di Greenpeace non si fa attendere e in comunicato rende noto: "L'Unione Europea non avrebbe dovuto proprio aprire la stagione di pesca quest'anno. La decisione di oggi arriva troppo tardi e dimostra quanto Greenpeace sostiene da tempo – ha spiegato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare per Greenpeace - il problema è che la flotta negli ultimi anni è stata potenziata, spesso con sovvenzioni dei contribuenti, in maniera sproporzionata, e ha raggiunto una capacità di pesca di gran lunga superiore a ciò che può essere effettivamente prelevato, devastando le risorse. Questo mentre la comunità scientifica ha ripetutamente evidenziato la crisi dello stock del tonno rosso del Mediterraneo e la necessità di fermare la pesca. Tali attività non sono più sostenibili né da un punto di vista ambientale né economico".

E la Monti conclude: "La situazione è critica: senza azioni urgenti il tonno rosso rischia di scomparire dai nostri mari. La chiusura della stagione di pesca per i pescherecci europei arriva troppo tardi e dimostra che non c’è più tempo da perdere. Stasera i pescherecci spagnoli, francesi e greci torneranno in porto, ma è necessario che anche gli altri paesi del Mediterraneo fermino immediatamente le loro attività di pesca".

Francesca Mancuso

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