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Si è appena conclusa la Giornata Mondiale degli Oceani, che è stata segnata dalle cupe immagini della marea nera del Golfo del Messico. Impressionanti e drammatiche, le istantanee diffuse in tutto il mondo, ci mostrano la crudezza dell'agonia di migliaia di animali uccisi dal petrolio. Ad evitarci questo macabro spettacolo non sarà certo la risoluzione del problema bensì la censura: è di questi giorni infatti la notizia che la compagnia petrolifera britannica BP, responsabile del disastro, ha vietato agli addetti ai lavori di condividere le foto degli animali morti sui social network, o di passarle ai giornali. Questo controllo potrebbe servire ai responsabili, per cercare di alleggerire la propria posizione di fronte all’opinione pubblica.

Tutto questo mentre milioni di galloni di greggio, nero ed appiccicoso, si riversano nell'oceano causando la morte di numerose creature tra cui delfini e tartarughe marine. Esistono però altri animali gravemente minacciati dalla marea nera di cui si parla poco, forse per la loro scarsa “avvenenza”. Com'è immaginabile desta più scalpore la morte di una bella e colorata farfalla piuttosto che quella di un “grigio” scarafaggio.

Non stupisce quindi il risultato di un recente studio secondo il quale gli animali considerati “brutti” hanno maggiori probabilità di estinguersi. Ecosalon ha deciso di rendergli omaggio scegliendo tra tutte le specie martoriate da questa catastrofe quelle che pur non esattamente belle da vedere, rimangono fondamentali per l'ecosistema e che rischiano seriamente l'estinzione. E in barba alla Bp, riprendiamo anche noi la classifica e ve li mostriamo in tutta la loro "bellezza":

1 Il Lamantino dei Caraibi (Trichechus manatus)

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I lamantini sono mammiferi acquatici di grosse dimensioni appartenenti al genere Trichechus, meglio conosciuti come mucche di mare o pesci bue. Si nutrono prevalentemente di erba e passano la maggior parte del loro tempo pascolando in acque basse in cerca di nutrimento. Mediamente mangiano una quantità di cibo pari a circa il 9% del loro peso corporeo per un totale di 50 kg al giorno di piante tra cui mangrovie, erbe acquatiche e alcune tipologie di alghe. Gli scienziati si stanno chiedendo cosa accadrà quando i lamantini nuoteranno attraverso il petrolio. Un gruppo di sette animali è stato avvistato recentemente lungo la costa di Destin in Florida.

2 Ratto del riso delle paludi (Oryzomys palustris)

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Esistono pochi animali bistrattati e vilipesi come i ratti, nonostante la loro stretta parentela con i teneri e dolci coniglietti. Il Ratto del riso ha abitudini semi-acquatiche ed ha bisogno di immergersi per alimentarsi, alla ricerca di piante, lumache e funghi sotterranei. Ma queste abitudini metteranno presto a rischio la sua esistenza in quanto il petrolio potrebbe penetrare nelle paludi della Louisiana.

3 Storione del Golfo (Acipenser oxyrinchus desotoi)

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Lo Storione del Golfo rappresenta una sorta di reliquia vivente e sembra essere stato catapultato fino a noi direttamente dal mondo dei dinosauri. È considerata una specie a rischio di estinzione già dal 1991 a causa della caccia indiscriminata per le sue carni e le sue uova. Durante i mesi caldi gli storioni risalgono i fiumi costieri della Louisiana e della Florida dove restano fino ai periodi più freschi. In seguito tornano nel Golfo del Messico dove quest'anno li attenderà una sorpresa ben poco gradita.

4 Alligatore Americano (Alligator mississippiensis)

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Questo rettile dalla schiena spinosa possiede una potente coda che funge da propulsore e da timone nel nuoto ed una dentatura che a volte ricorda un ghigno sinistro. Purtroppo nonostante il suo aspetto così maestoso e potente non può nulla contro i cambiamenti climatici e le alterazioni del suo habitat che stanno interessando le paludi della Florida, del Texas e della Louisiana.

5 Gamberetto marrone (Penaeus aztecus)

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La pesca e la vendita del gamberetto marrone è un grande business nel Golfo del Messico. O almeno lo era prima dei fatti tristemente noti. L'industria della pesca ha subito un brutto colpo a causa della marea nera ed i consumatori hanno drasticamente ridotto l'utilizzo del prodotto.

6 Ostrica (Crassostrea virginica)

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Ogni mollusco di questa specie è in grado di filtrare più di 350 litri di acqua al giorno ed è per questo che le ostriche degli estuari della Louisiana sono considerate come il canarino per i minatori di carbone. Un tempo infatti questi utilizzavano il pennuto come allarme nelle miniere.
L'uccellino serviva per verificare la presenza nell'aria di esalazioni tossiche di monossido di carbonio. Se presente, il gas avrebbe ucciso prima l'uccellino invece dei minatori. Allo stesso modo l'ostrica può essere considerata l'allarme del mare. L'acqua contaminata dal petrolio e da altre sostanze tossiche sarà letale per i molluschi prima ancora che per gli uomini. (Guarda questo video)

7 Pesce Sega (Pristis pectinata)

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Il pericolo di estinzione per questa specie è nato con l'inarrestabile restringimento del suo habitat che ha portato la sua presenza da una vastissima area dell'Oceano Atlantico ad una piccolissima zona situata nei pressi della Florida. Presto il Current Loop, una corrente di acqua calda presente nel Golfo del Messico, porterà con se il petrolio e questo pesce potrebbe essere spazzato via per sempre.

8 Plancton

plankton

Sono le creature più piccole della complessa catena alimentare marina, ma ciò non significa che sono meno importanti delle altre creature. Sono l'alimento base per piccoli animali come lumache, gamberi e meduse. Il plancton alla deriva è altrettanto in pericolo, a causa della marea nera, degli animali più grandi di cui abbiamo documentato la sofferenza.


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