orsi d'acqua

Quali esseri viventi potrebbero sopravvivere se il Sole collassasse o se si verificassero eventi straordinari come la collisione con un’asteroide? A quanto pare non sarebbero gli insetti a sopravvivere, ma i tardigradi, meglio noti come "orsi d'acqua", minuscoli esseri in grado di adattarsi alle condizioni più estreme.

Gli “orsi d’acqua” sono le creature più resilienti del Pianeta

I ricercatori dell’università di Oxford sono arrivati alla conclusione che per i tardigradi ci sarebbe scampo anche dopo eventi catastrofici, osservando gli “orsi d’acqua” al microscopio. Di questi esseri viventi sappiamo che sono in grado di sopravvivere a temperature fino a 150°C (302°F) e a radiazioni da 5 mila a 6.200 Gy, che resistono a pressioni altissime e bassissime, così come non risentono della mancanza di ossigeno.

Quali eventi sarebbero in grado di cancellare la vita sulla Terra?

E’ questa la domanda che ha guidato il team di Oxford. Rafael Alves Batista, che ha preso parte alla ricerca, ha spiegato al Daily Mail che è stata una sorpresa scoprire che gli orsi d’acqua incredibilmente sono resilienti davanti a qualsiasi minaccia, comprese le peggiori per l’essere umano come supernovae o impatti della Terra con grandi asteroidi.

Anche senza l’uomo la vita sulla Terra esisterebbe

La conclusione dello studio, dunque, è proprio questa: anche se l’uomo fosse annientato, sul nostro Pianeta la vita continuerebbe. E queste creature sarebbero sicuramente tra quelle in grado di sopravvivere meglio.

“Senza la tecnologia a proteggerci, noi umani siamo una specie molto sensibile. Ci sarebbe vita sulla Terra anche per molto tempo dopo la nostra scomparsa”, aggiunge Batista.

In particolare, gli orsi d’acqua potrebbero sopravvivere almeno per 10 mld di anni e sarebbero annientati soltanto se il Sole esplodesse.

Qualche anno fa la stessa Oxford University aveva elencato i 12 rischi maggiori per l'umanità. Cosa ci aspetta?

E su altri Pianeti?

Queste conclusioni sono importanti soprattutto considerando che le condizioni estreme che potrebbero colpire la Terra potrebbero essere quelle che al momento caratterizzano altri Pianeti. Per gli scienziati che indagano sulla presenza di esseri viventi altrove, quindi, questo studio può essere considerato uno spunto prezioso. Se i tardigradi sono così resilienti, chi dice che su altri Pianeti non possano esserci esseri del tutto simili, che si sono sviluppati in condizioni proibitive per la vita dell’essere umano? Se alcuni Pianeti non sono ospitali per l’uomo, perché non possono esserlo per altre forme di vita? C’è peraltro un precedente che dimostrerebbe la resistenza di alcuni organismi forse sottovalutati: pare che i cosmonauti russi abbiano trovato del plancton al di fuori delle “finestre” della stazione spaziale.

Fonte foto di copertina : Sciencenews

Anna Tita Gallo

 

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