L'Unesco difende ancora la foresta polacca di Bialowieza, patrimonio mondiale dell'umanità, che rischia di essere distrutta dal governo della Polonia.

Ieri, in occasione della sua sessione annuale, l'UNESCO ha ulteriormente sollecitato la Polonia a mettere da parte l'intenzione di distruggerla. A minacciarla infatti è il piano di disboscamento del governo polacco.

La Bialowieza forest si trova al confine tra la Polonia e la Bielorussia ed è formata da varie di foreste primordiali, che dall’ultima glaciazione non hanno mai visto la mano dell’uomo. Qui crescono anche conifere, che coprono un'area totale di 141.885 ettari. Situata nello spartiacque del Mar Baltico e del Mar Nero,

“questa proprietà transfrontaliera è eccezionale per le opportunità offerte per la conservazione della biodiversità” dice l'Unesco.

Nella foresta vive anche la più grande popolazione di bisonti europei, una specie iconica. La frontiera orientale, tra Polonia e la Bielorussia, vanta una varietà unica di piante e animali.

Il piano, autorizzato dal governo polacco, ha avuto inizio a maggio dell'anno scorso e da allora ha attirato la preoccupazione della associazioni ambientaliste, degli scienziati e dell'Unione europea.

Per questo, da tempo l'Unesco tiene d'occhio l'operato della Polonia. Ma adesso arriva un forte invito:

“L'Unesco esorta fermamente la Polonia a fermare immediatamente l'estrazione del legno nelle foreste antiche”, ha dichiarato la World Heritage Committee da Cracovia, dove si è svolta la sessione annuale dell'Unesco.

Dal canto suo, la Polonia si difende spiegando che la foresta primordiale non dovrebbe essere patrimonio naturale dell'UNESCO.

Il ministro polacco per l'ambiente, Jan Szyszko, duramente criticato dalle associazioni per aver dato il via libera al discoscamento di questa meraviglia naturale, mercoledì 21 giugno ha detto che la foresta deve essere “spogliata” del titolo che ne proibisce l'intervento umano.

Il governo polacco ha detto che ha autorizzato il disboscamento per contenere i danni causati da un'infestazione che ha colpito gli abeti e per prevenire gli incendi forestali.

Ma gli attivisti ambientalisti affermano che la spiegazione del governo viene utilizzata come copertura per lo sfruttamento ai fini commerciali delle antiche foreste.

Dal canto suo, la Commissione europea ha imposto un ultimatum alle autorità polacche a fine aprile invitandole ad abbandonare il piano, pena la convocazione da parte della Corte di giustizia europea.

Le associazioni ambientaliste hanno lodato l'affermazione dell'Unesco:

“Questo voto ci incoraggia a continuare la nostra lotta”, ha detto all'AFP Krzysztof Cibor di Greenpeace. “Non ci facciamo illusioni: ciò non significa che le seghe si fermeranno domani a Bialowieza, ma un giorno accadrà, spero il prima possibile”.

L'Unesco ha detto che invierà una missione di monitoraggio a Bialowieza.

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Incrociamo le dita e auguriamoci che questa splendida creatura naturale possa continuare a vivere indisturbata, come fa da millenni, in barba alla ferocia e all'avidità dell'uomo.

Francesca Mancuso

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