giornata degli alberi

Maestosi, magici, vitali. Gli alberi sono intimamente legati al destino dell'uomo. Ce lo dicono i riferimenti storici, mitologici e religiosi.

Per far conoscere ai più piccoli l’importanza degli alberi nei cicli naturali ed educarli a una più profonda conoscenza delle colture locali, nel primo giorno di primavera, arriva la “Festa degli alberi nelle scuole” istituita con Decreto Ministeriale delle Politiche Agricole e della Pubblica Istruzione.

L’iniziativa, promossa da Fondazione Campagna Amica della Coldiretti, coinvolge il primo giorno di primavera molte scuole su tutto il territorio italiano dove i più piccoli coinvolti nella piantumazione di arbusti diversi a seconda delle caratteristiche pedoclimatiche dei territori.

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Per l’occasione è stato presentato e distribuito il decalogo “10 motivi per piantare un albero”, insieme a materiale didattico su alberi e boschi nel nostro Paese e sulla storia delle festività antiche legate al culto delle piante. 

10 MOTIVI PER PIANTARE UN ALBERO

10 motivi albero

1) Gli alberi producono ossigeno

Le piante rappresentano il migliore organismo capace di limitare l’aumento della CO2. Attraverso il processo della fotosintesi un albero trasforma l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno, utilizzando l’energia proveniente dai raggi solari. Una pianta adulta produce in un anno una quantità di ossigeno che copre il fabbisogno annuo di 10 persone.

2) Gli alberi puliscono l’aria

Una pianta adulta, a seconda della specie, è in grado di assorbire dai 20 ai 50 chili di anidride carbonica. Inoltre la stessa pianta è in capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili. Un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno e non è cosa da poco se consideriamo che in una città come Milano, in cui sono presenti 1.700 ettari di verde, significa togliere dall’aria 30 tonnellate di polveri sottili.

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3) Gli alberi puliscono l’acqua

Gli alberi svolgono una funzione molto importante anche per il ciclo dell’acqua. Le chiome e i fusti funzionano come “imbuti” che rallentano il flusso dell’acqua e la fanno filtrare delicatamente attraverso il suolo approvvigionando le falde freatiche e garantendo stabili forniture per tutto l’anno, anche nelle stagioni più aride. La quantità d’acqua che può essere raccolta attraverso il fusto è pari a cinque volte quella che cade fuori dalla chioma. Inoltre gli alberi filtrano l’acqua che entra nei fiumi, nei laghi, nei corsi d’acqua e nelle falde sotterranee, aumentando la qualità di questa risorsa vitale.

4) Gli alberi sono alleati del clima

Gli alberi interagiscono positivamente con tutti gli elementi che costituiscono il clima: temperatura, umidità, pressione atmosferica, precipitazioni, venti.
Grazie alla loro funzione di “depuratore naturale dell’aria”, gli alberi aiutano a mitigare l’effetto serra assorbendo l’anidride carbonica e le altre emissioni di origine antropica che contribuiscono a modificare il clima.

Inoltre gli alberi, come ogni organismo vivente, traspirano e quando l’acqua evapora, l’area circostante ne trae beneficio in termini di raffreddamento. Un grande albero attraverso il processo di evaporazione può traspirare fino a 400 litri di acqua e ciò si traduce in un raffreddamento equivalente a circa 20 condizionatori d’aria casalinghi. Secondo l’EPA, grazie all’ombra e al fenomeno di evapotraspirazione gli alberi creano ambienti più freschi: si stima che si possa arrivare a una riduzione delle temperature estive dai 2 ai 9 gradi centigradi. Un altro aspetto da considerare è il fatto che le aree boscate durante il giorno si riscaldano più lentamente rispetto alle aree urbane ed il calore assorbito dal terreno viene rilasciato più lentamente.

Con ogni tempo meteorologico gli alberi concorrono a migliorare il microclima: d’estate contribuiscono a contenere l’aumento delle temperature, mentre d’inverno sono in grado di mitigare i venti più freddi.

5) Gli alberi sono alleati del suolo

Secondo i dati dell’ISPRA il consumo di suolo In Italia non accenna a diminuire: si è passati dal 2,7% di suolo consumato negli anni ’50, al 7% nel 2015. Al 2015 sono stati consumati irreversibilmente circa 21.000 km2. L’Italia è al primo posto in Europa per perdita del suolo dovuta ad erosione idrica con valori superiori a 8 tonnellate/ettaro per anno, contro la media europea di 2,5.

La presenza di alberi è la più efficace opera di protezione del suolo e di riduzione del rischio idraulico. Infatti le radici degli alberi consolidano il terreno, impedendo frane, valanghe ed erosione mentre le chiome trattengono la pioggia e riducono la forza delle gocce d’acqua, aumentando il tempo che le acque impiegano per giungere al corso d’acqua recettore. Immagazzinando acqua, gli alberi rafforzano la resistenza nei confronti della siccità e, mitigando le condizioni di eccessiva calura durante la stagione estiva, prevengono il rischio incendi.

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6) Gli alberi aumentano la biodiversità

Sugli alberi, nelle chiome e nelle cortecce vivono innumerevoli animali, come insetti, piccoli invertebrati, uccelli, roditori, e vari tipi di muschi. Tutto un mondo che va protetto e salvaguardato. Rispetto agi ecosistemi naturali, la biodiversità in ambiente urbano è ancora poco studiata. In realtà anche nell’ecosistema urbano sono presenti numerose specie animali e vegetali spesso fortemente legate a questo tipo di ambiente o addirittura dotate di una specifica dinamica rispetto alle attività antropiche. Il verde urbano contribuisce ad arricchire la biodiversità nelle città, in quanto fornisce l’habitat per molte specie animali e vegetali. In questo modo viene contrastata la banalizzazione ecosistemica prodotta dall’uomo e viene favorita la conservazione della natura. Anche per gli ambienti urbani, quindi, la biodiversità è un indicatore importante per monitorare e valutare la qualità della vita delle città contemporanee, sempre più estese ed urbanizzate.

7) Gli alberi proteggono dai rumori

Secondo le stime riportate nel rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, “Noise in Europe 2014”, quasi il 20% della popolazione dell’Unione europea (oltre 125 milioni di persone) è sottoposta a livelli di inquinamento acustico considerati inaccettabili, per lo più derivanti dal traffico, con gravi ripercussioni sulla salute e sull’ambiente. Per questo si sottolinea la necessità di abbassare ulteriormente i valori soglia e di ottimizzare le procedure di rilevamento.

Alberi e piante possono essere barriere fonoassorbenti naturali: si stima infatti che fasce di vegetazione poste lungo le strade possono ridurre i rumori del 70-80%. La riduzione dell’inquinamento acustico è il risultato di due effetti: l’effetto schermo dato dalle foglie, che trasformano l’energia sonora o la deviano, e l’effetto assorbente dovuto al terreno, che assorbe le onde dirette radenti al suolo o le riflettono con conseguente perdita di energia. L’attenuazione prodotta dalle barriere naturali dipende naturalmente dalla profondità e altezza dello schermo protettivo, dall’ampiezza e robustezza del fogliame, dalla densità della chioma e dalla durata della fogliazione. Le piante solitamente utilizzate per queste barriere naturali sono le sempreverdi alta densità di fogliame e rapida crescita, totalmente prive di agenti patogeni.

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8) Gli alberi sostengono l’economia

Dal bosco si raccoglie il legno, che è materia prima rinnovabile, impiegata sia in cicli produttivi molto diversificati (le costruzioni, l’arredamento, gli imballaggi, etc.) sia per la produzione di energia (calore ed energia elettrica). Le implicazioni economiche di questo settore sono molto evidenti se si considera che lungo tutta la filiera del legno sono coinvolti i selvicoltori, i boscaioli, le segherie, le falegnamerie, i commercianti. Inoltre l’industria italiana del legno è una vera eccellenza in Europa, sia rispetto alla qualità, che all’innovazione e alla ricerca e ciò rappresenta un valore economico molto importante per l’intero paese. La presenza degli alberi va a beneficio anche dell’economia domestica in termini di risparmio energetico. In particolare, gli alberi a foglia caduca fanno ombra d’estate, mitigando la calura estiva, mentre nella stagione fredda consentono al sole di filtrare attraverso i rami spogli e riscaldare e deumidificare le mura di casa.

9) Gli alberi contribuiscono al benessere psico-fisico dell’uomo

Di certo la presenza degli alberi abbellisce l’ambiente: i giardini, i parchi e l’intera città. Ma la loro presenza non ha solo una valenza estetica: le forme e i colori delle foglie, i fiori e le cortecce ravvivano e rallegrano gli spazi urbani influendo positivamente sulla salute psicofisica.

Alcuni studi di psicologia ambientale hanno dimostrato l’esistenza di una relazione, direttamente proporzionale, tra benessere psichico e presenza di spazi verdi nei centri urbani. Uno studio pubblicato su Psychological science condotto nel Regno Unito su un campione di più di 10.000 persone, giunge alla conclusione che ad avere maggiori problemi di salute mentale, in termini di stress, ansia e depressione, sono le persone che vivono in zone con meno spazi verdi. Alcuni ricercatori dell’Università di Chicago hanno messo in relazione gli alberi presenti nella città di Toronto con le condizioni generali della popolazione e hanno scoperto che avere più di dieci alberi in un'area della città, in media, migliora la percezione della salute come se il reddito annuale fosse maggiorato di circa 10mila dollari, come se si abitasse in un quartiere più pregiato o come se ci si sentisse più giovani di sette anni.

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Già da anni è stato riscontrato che la cura degli spazi verdi (i fiori sul balcone, il proprio giardino, un orto) ha effetti positivi sul corpo e sulla mente. Per prima cosa è un’attività che stimola il movimento e quindi può essere un modo, soprattutto per i più anziani, per mantenersi in allenamento senza troppi sforzi. Inoltre, prendersi cura di un essere vivente, come una pianta o un fiore, libera la mente dai pensieri negativi e ripetitivi e dalle preoccupazioni, dona una generale sensazione di relax e di benessere, fa aumentare il senso di fiducia in se stessi e stimola la capacità di lavorare con gli altri.

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Gli alberi rispondono perfettamente ai principi applicati da varie forme di garden therapy, come per esempio la stimolazione del senso del tatto. Foglie, fiori e corteccia possono offrire sensazioni tattili intese e piacevole applicate alla riabilitazione di pazienti in difficoltà psichica. La silvoterapia consiglia non solo la pratica di abbracciare un albero, ma anche il soggiorno in luoghi boschivi, le camminate nel bosco o la pratica di corsa e sport in luoghi alberati. Respirare l’aria dei boschi è considerato un rimedio davvero benefico in quanto attiva la circolazione sanguigna, facilita la respirazione, favorisce il rilassamento e abbassa i livelli di ansia e stress. Anche i cromatismi e gli odori degli alberi possono trovare applicazioni di tipo terapeutico. L’aromaterapia infatti utilizza gli olii essenziali, m a sono i fiori e le foglie a trasmettere direttamente l’odore che il cervello traduce in emozioni

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10) Gli alberi sono la nostra memoria storica

Gli alberi sono dei veri e propri monumenti della natura e costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, da conoscere e tutelare. Il Corpo Forestale dello Stato ha censito in Italia oltre 22.000 alberi monumentali, esemplari che hanno un’età di almeno duecentocinquanta anni ma che in molti casi sono molto più antichi. Questi alberi sono equamente distribuiti tra nord, centro e sud Italia, alcuni hanno un’importanza particolare per essere eccezionalmente vecchi, altri per esser stati al centro di episodi storici o per essere legati a episodi della vita di uomini illustri. A loro spesso sono legati miti e leggende sulla loro origine, su episodi storici o di vita di personaggi illustri tanto da essere considerati veri “testimoni del tempo” e da essere tutelati per legge.

Gli alberi portano nel proprio tronco i segni del tempo, temperature, siccità, sostanze nutritive, segnalano i cambiamenti delle stagioni e misurano la salute del nostro pianeta. Una volta piantato, un albero con tutta probabilità sopravvivrà a noi e ai nostri figli, rappresentando così un autentico lascito per l’intera comunità.

Roberta Ragni

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