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Quando, ancora studente, Bibhuti Lahkar cominciò ad occuparsi della conservazione delle praterie del Manas National Park, nel nord-est dell’India, forse non immaginava che a quel parco e a quella attività avrebbe dedicato tutta la propria vita. Con tenacia e costanza, giorno dopo giorno, Lahkar ha lavorato per preservare la flora e la fauna del Manas, fino a guadagnarsi prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale.

Lo scorso 3 settembre, infatti, Lahkar è stato proclamato "Heritage Hero 2016" dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), l’organizzazione non governativa internazionale che dal 1948 si batte per la conservazione della natura e per l’uso sostenibile delle risorse naturali. Lahkar è risultato il più votato sul web tra i tre finalisti del premio, tutti personaggi selezionati dalla giuria per essersi distinti in attività e opere a tutela dell’ambiente e degli ecosistemi in diversi Paesi del mondo.

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L’avventura di Bibhuti Lahkar comincia nel 1999 quando, lavorando alla sua tesi di dottorato, si trova ad affrontare le questioni legate alla gestione del Parco nazionale di Manas, che all’epoca era in stato di quasi abbandono, e, in particolare, al destino del cinghiale nano, una specie in pericolo di estinzione, diffusa solo in quella particolare area del mondo. L'allora giovane studente si trova così nella difficile condizione di elaborare una strategia di conservazione partendo dal nulla e di dover costruire legami non solo con il personale del Manas, ma anche con le comunità locali, profondamente diffidenti nei confronti degli estranei.

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"Mi sono chiesto se i miei studi fossero utili alle persone.” – racconta oggi - “Sono riuscito a tradurre la scienza a vantaggio della gente comune, spiegando per esempio come monitorare la fauna e la vegetazione. Alcune di queste persone sono analfabete: è questo uno dei motivi che mi ha spinto a impegnarmi con le comunità locali.”

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Senza fondi a disposizione, nel corso degli anni lo scienziato ha tenuto decine di incontri pubblici in luoghi in cui la fauna selvatica era particolarmente vulnerabile, informando le comunità riguardo al valore del Parco sia come patrimonio naturale di tutta l'umanità, sia come potenziale meta di turismo sostenibile. In questo contesto, Lahkar ha insegnato a centinaia di giovani come monitorare la fauna selvatica e come lavorare come guide turistiche, raggiungendo il duplice scopo di aumentare la consapevolezza della popolazione sul problema della tutela dell’ambiente e di fornire a persone svantaggiate dei mezzi di sussistenza che permettessero loro di sostentare le proprie famiglie.

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Allo stesso modo, lo scienziato è intervenuto a favore delle donne dei villaggi, incoraggiando la formazione di gruppi di "auto-aiuto" in cui potessero imparare un mestiere, occupandosi ad esempio di trasformazione alimentare, tessitura e pesca, in modo da procurarsi un reddito. Infine, ha creato e addestrato una squadra di addetti composta da circa 600 unità, che comprende anche degli ex-bracconieri pentiti, per sorvegliare e proteggere il Parco e gli animali che lo abitano: non solo cinghiali nani, ma anche, tra gli altri, tigri, rinoceronti ed elefanti.

"Per venti anni, il Manas Wildlife Sanctuary è stato ritenuto in pericolo a causa della distruzione dovuta alle attività umane e all’eccessivo sfruttamento delle risorse.” – racconta ancora Lahkar – “Oggi, quelle stesse persone [che causavano distruzione, ndr] si fanno avanti volontariamente per proteggere il Parco. Abbiamo bisogno di un numero crescente di operatori, in modo che le generazioni future possano vedere tigri e rinoceronti nella realtà, e non solo in foto."

Per questa sua instancabile attività pluriennale, in grado di coniugare conservazione della natura e solidarietà sociale, Bibhuti Lahkar può essere considerato un autentico eroe dei nostri tempi. Congratulazioni!

Lisa Vagnozzi

Photo credits

Uno scienziato indiano ha vinto il premio Heritage Hero 2016 per la conservazione della natura

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