Al parlamento europeo vince la biodiversità: salve le direttive Habitat e Uccelli

uccelli habitat

Il parlamento europeo ha approvato con ben 592 voti favorevoli (solo 52 contrari) il report “Mid term review” della Strategia sulla biodiversità al 2020. In sostanza si è scelto di difendere le direttive già esistenti, rafforzarle e applicarle rigorosamente in tutti i paesi dell’Unione europea.

Si sta parlando nello specifico delle direttive Habitat e Uccelli che consentono di tutelare le specie e gli habitat più preziosi d’Europa. Queste norme, se correttamente applicate, permetteranno ad esempio di recuperare specie come la lince iberica, l’aquila di mare e l’orso e consentiranno di salvaguardare il grande patrimonio di biodiversità delle varie nazioni Ue.

Le associazioni ambientaliste Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia sottolineano l’importanza di questo primo risultato soprattutto in vista del voto definitivo del Parlamento europeo sulla questione che è previsto ad aprile:

“Siamo molto soddisfatti del risultato del voto di Strasburgo anche se la partita delle direttive Habitat e Uccelli non è ancora del tutto chiusa. Tuttavia, possiamo dire che la strada è segnata in senso positivo: ora anche il Parlamento europeo, dopo gli 500mila cittadini europei che hanno sottoscritto l’anno scorso la petizione internazionale, è convinto che le direttive Uccelli e Habitat sono essenziali per il progetto europeo, non vanno toccate e anzi vanno applicate con pienezza e convinzione. Un successo straordinario per le associazioni impegnate nella campagna #allarmenatura e per i milioni di cittadini europei che vogliono una natura più tutelata” si legge nel comunicato stampa diramato dalle associazioni.

Anche l’Enpa ha visto esaudire le proprie aspettative e ora, visto il netto risultato europeo, chiede che l’Italia ne tenga conto e agisca di conseguenza:

“Il voto con cui il Parlamento Europeo, su impulso della Commissione, ha confermato a larghissima maggioranza le Direttive ‘Uccelli’ e ‘Habitat’, esprimendosi anzi per una loro piena implementazione, rappresenta per i Paesi dell'Unione una chiara indicazione strategica. Sull'onda di questo voto l'Italia abbandoni una volta per tutte la lunga tradizione che la vede “maglia nera” in queste materie e si impegni in quella svolta tanto attesa dall'opinione pubblica, già da tempo protagonista di una vera rivoluzione culturale a favore dell'ambiente e degli animali” ha dichiarato Annamaria Procacci, responsabile Enpa per biodiversità e cambiamento climatico.

Speriamo che dopo il voto definitivo di aprile (che inevitabilmente seguirà la tendenza attuale), i governi di tutta Europa si prenderanno seriamente in carico l'impegno di tutelare il nostro patrimonio ambientale. Attendiamo con ansia i risultati e soprattutto le proposte concrete per salvare natura e animali a rischio!

Francesca Biagioli

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